RSS

[ Italian / Italiano ] La Parola di Dio – due aspetti della Parola.

09 Jun

Bibbia

Esodo 20, 1 – 17

[1] Dio allora pronunciò tutte queste parole:

[2] “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù:

[3] non avrai altri dei di fronte a me.

[4] Non ti farai idolo immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.

[5] Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano,

[6] ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.

[7] Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. 

[8] Ricordati del giorno di sabato per santificarlo:

[9] sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro;

[10] ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te.

[11] Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.

[12] Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.

[13] Non uccidere.

[14] Non commettere adulterio.

[15] Non rubare.

[16] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

[17] Non desiderare la casa del tuo prossimo.

Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”.

Deuteronomio 5, 6 – 22

[6] Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile.

[7] Non avere altri dei di fronte a me.

[8] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.

[9] Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano,

[10] ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.

[11] Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.

[12] Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato.

[13] Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro,

[14] ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te.

[15] Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato.

[16] Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sii felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà.

[17] Non uccidere.

[18] Non commettere adulterio.

[19] Non rubare.

[20] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

[21] Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.

[22] Queste parole pronunciò il Signore, parlando a tutta la vostra assemblea, sul monte, dal fuoco, dalla nube e dall’oscurità, con voce poderosa, e non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra e me le diede.

Esodo 34, 28

[28] Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole.

Deuteronomio 4, 13

[13] Egli vi annunciò la sua alleanza, che vi comandò di osservare, cioè i dieci comandamenti, e li scrisse su due tavole di pietra.

Deuteronomio 10, 4

[4] Il Signore scrisse su quelle tavole la stessa iscrizione di prima, cioè i dieci comandamenti che il Signore aveva promulgati per voi sul monte, in mezzo al fuoco, il giorno dell’assemblea. Il Signore me li consegnò.

Esodo 20, 1

[1] Dio allora pronunciò tutte queste parole:  (2)

Deuteronomio 4, 12

[12] Il Signore vi parlò dal fuoco; voi udivate il suono delle parole ma non vedevate alcuna figura; vi era soltanto una voce.

Esodo 34, 10 – 28

[10] Il Signore disse: “Ecco io stabilisco un’alleanza: in presenza di tutto il tuo popolo io farò meraviglie, quali non furono mai compiute in nessun paese e in nessuna nazione: tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l’opera del Signore, perché terribile è quanto io sto per fare con te.

[11] Osserva dunque ciò che io oggi ti comando. Ecco io scaccerò davanti a te l’Amorreo, il Cananeo, l’Hittita, il Perizzita, l’Eveo e il Gebuseo.

[12] Guardati bene dal far alleanza con gli abitanti del paese nel quale stai per entrare, perché ciò non diventi una trappola in mezzo a te.

[13] Anzi distruggerete i loro altari, spezzerete le loro stele e taglierete i loro pali sacri.

[14] Tu non devi prostrarti ad altro Dio, perché il Signore si chiama Geloso: egli è un Dio geloso.

[15] Non fare alleanza con gli abitanti di quel paese, altrimenti, quando si prostituiranno ai loro dei e faranno sacrifici ai loro dei, inviteranno anche te: tu allora mangeresti le loro vittime sacrificali.

[16] Non prendere per mogli dei tuoi figli le loro figlie, altrimenti, quando esse si prostituiranno ai loro dei, indurrebbero anche i tuoi figli a prostituirsi ai loro dei.

[17] Non ti farai un dio di metallo fuso.

[18] Osserverai la festa degli azzimi. Per sette giorni mangerai pane azzimo, come ti ho comandato, nel tempo stabilito del mese di Abib; perché nel mese di Abib sei uscito dall’Egitto.

[19] Ogni essere che nasce per primo dal seno materno è mio: ogni tuo capo di bestiame maschio, primogenito del bestiame grosso e minuto.

[20] Il primogenito dell’asino riscatterai con un altro capo di bestiame e, se non lo vorrai riscattare, gli spaccherai la nuca. Ogni primogenito dei tuoi figli lo dovrai riscattare.

Nessuno venga davanti a me a mani vuote.

[21] Per sei giorni lavorerai, ma nel settimo riposerai; dovrai riposare anche nel tempo dell’aratura e della mietitura.

[22] Celebrerai anche la festa della settimana, la festa cioè delle primizie della mietitura del frumento e la festa del raccolto al volgere dell’anno.

[23] Tre volte all’anno ogni tuo maschio compaia alla presenza del Signore Dio, Dio d’Israele.

[24] Perché io scaccerò le nazioni davanti a te e allargherò i tuoi confini; così quando tu, tre volte all’anno, salirai per comparire alla presenza del Signore tuo Dio, nessuno potrà desiderare di invadere il tuo paese.

[25] Non sacrificherai con pane lievitato il sangue della mia vittima sacrificale; la vittima sacrificale della festa di pasqua non dovrà rimanere fino alla mattina.

[26] Porterai alla casa del Signore, tuo Dio, la primizia dei primi prodotti della tua terra.

Non cuocerai un capretto nel latte di sua madre”.

[27] Il Signore disse a Mosè: “Scrivi queste parole, perché sulla base di queste parole io ho stabilito un’alleanza con te e con Israele”.

[28] Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole.

Proverbi 18, 13;

[13] Chi risponde prima di avere ascoltato

mostra stoltezza a propria confusione.

Proverbi 16, 20

[20] Chi è prudente nella parola troverà il bene

e chi confida nel Signore è beato.

Salmi 119

[1] Alleluia.

Beato l’uomo di integra condotta,

che cammina nella legge del Signore.

[2] Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti

e lo cerca con tutto il cuore.

[3] Non commette ingiustizie,

cammina per le sue vie.

[4] Tu hai dato i tuoi precetti

perché siano osservati fedelmente.

[5] Siano diritte le mie vie,

nel custodire i tuoi decreti.

[6] Allora non dovrò arrossire

se avrò obbedito ai tuoi comandi.

[7] Ti loderò con cuore sincero

quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

[8] Voglio osservare i tuoi decreti:

non abbandonarmi mai.

[9] Come potrà un giovane tenere pura la sua via?

Custodendo le tue parole.

[10] Con tutto il cuore ti cerco:

non farmi deviare dai tuoi precetti.

[11] Conservo nel cuore le tue parole

per non offenderti con il peccato.

[12] Benedetto sei tu, Signore;

mostrami il tuo volere.

[13] Con le mie labbra ho enumerato

tutti i giudizi della tua bocca.

[14] Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia

più che in ogni altro bene.

[15] Voglio meditare i tuoi comandamenti,

considerare le tue vie.

[16] Nella tua volontà è la mia gioia;

mai dimenticherò la tua parola.

[17] Sii buono con il tuo servo e avrò vita,

custodirò la tua parola.

[18] Aprimi gli occhi perché io veda

le meraviglie della tua legge.

[19] Io sono straniero sulla terra,

non nascondermi i tuoi comandi.

[20] Io mi consumo nel desiderio

dei tuoi precetti in ogni tempo.

[21] Tu minacci gli orgogliosi;

maledetto chi devìa dai tuoi decreti.

[22] Allontana da me vergogna e disprezzo,

perché ho osservato le tue leggi.

[23] Siedono i potenti, mi calunniano,

ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

[24] Anche i tuoi ordini sono la mia gioia,

miei consiglieri i tuoi precetti.

[25] Io sono prostrato nella polvere;

dammi vita secondo la tua parola.

[26] Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto;

insegnami i tuoi voleri.

[27] Fammi conoscere la via dei tuoi precetti

e mediterò i tuoi prodigi.

[28] Io piango nella tristezza;

sollevami secondo la tua promessa.

[29] Tieni lontana da me la via della menzogna,

fammi dono della tua legge.

[30] Ho scelto la via della giustizia,

mi sono proposto i tuoi giudizi.

[31] Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore,

che io non resti confuso.

[32] Corro per la via dei tuoi comandamenti,

perché hai dilatato il mio cuore.

[33] Indicami, Signore, la via dei tuoi decreti

e la seguirò sino alla fine.

[34] Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge

e la custodisca con tutto il cuore.

[35] Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi,

perché in esso è la mia gioia.

[36] Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti

e non verso la sete del guadagno.

[37] Distogli i miei occhi dalle cose vane,

fammi vivere sulla tua via.

[38] Con il tuo servo sii fedele alla parola

che hai data, perché ti si tema.

[39] Allontana l’insulto che mi sgomenta,

poiché i tuoi giudizi sono buoni.

[40] Ecco, desidero i tuoi comandamenti;

per la tua giustizia fammi vivere.

[41] Venga a me, Signore, la tua grazia,

la tua salvezza secondo la tua promessa;

[42] a chi mi insulta darò una risposta,

perché ho fiducia nella tua parola.

[43] Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera,

perché confido nei tuoi giudizi.

[44] Custodirò la tua legge per sempre,

nei secoli, in eterno.

[45] Sarò sicuro nel mio cammino,

perché ho ricercato i tuoi voleri.

[46] Davanti ai re parlerò della tua alleanza

senza temere la vergogna.

[47] Gioirò per i tuoi comandi

che ho amati.

[48] Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo,

mediterò le tue leggi.

[49] Ricorda la promessa fatta al tuo servo,

con la quale mi hai dato speranza.

[50] Questo mi consola nella miseria:

la tua parola mi fa vivere.

[51] I superbi mi insultano aspramente,

ma non devìo dalla tua legge.

[52] Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore,

e ne sono consolato.

[53] M’ha preso lo sdegno contro gli empi

che abbandonano la tua legge.

[54] Sono canti per me i tuoi precetti,

nella terra del mio pellegrinaggio.

[55] Ricordo il tuo nome lungo la notte

e osservo la tua legge, Signore.

[56] Tutto questo mi accade

perché ho custodito i tuoi precetti.

[57] La mia sorte, ho detto, Signore,

è custodire le tue parole.

[58] Con tutto il cuore ti ho supplicato,

fammi grazia secondo la tua promessa.

[59] Ho scrutato le mie vie,

ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.

[60] Sono pronto e non voglio tardare

a custodire i tuoi decreti.

[61] I lacci degli empi mi hanno avvinto,

ma non ho dimenticato la tua legge.

[62] Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode

per i tuoi giusti decreti.

[63] Sono amico di coloro che ti sono fedeli

e osservano i tuoi precetti.

[64] Del tuo amore, Signore, è piena la terra;

insegnami il tuo volere.

[65] Hai fatto il bene al tuo servo, Signore,

secondo la tua parola.

[66] Insegnami il senno e la saggezza,

perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

[67] Prima di essere umiliato andavo errando,

ma ora osservo la tua parola.

[68] Tu sei buono e fai il bene,

insegnami i tuoi decreti.

[69] Mi hanno calunniato gli insolenti,

ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

[70] Torpido come il grasso è il loro cuore,

ma io mi diletto della tua legge.

[71] Bene per me se sono stato umiliato,

perché impari ad obbedirti.

[72] La legge della tua bocca mi è preziosa

più di mille pezzi d’oro e d’argento.

[73] Le tue mani mi hanno fatto e plasmato;

fammi capire e imparerò i tuoi comandi.

[74] I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia,

perché ho sperato nella tua parola.

[75] Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi

e con ragione mi hai umiliato.

[76] Mi consoli la tua grazia,

secondo la tua promessa al tuo servo.

[77] Venga su di me la tua misericordia e avrò vita,

poiché la tua legge è la mia gioia.

[78] Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono;

io mediterò la tua legge.

[79] Si volgano a me i tuoi fedeli

e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.

[80] Sia il mio cuore integro nei tuoi precetti,

perché non resti confuso.

[81] Mi consumo nell’attesa della tua salvezza,

spero nella tua parola.

[82] Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa,

mentre dico: “Quando mi darai conforto?”.

[83] Io sono come un otre esposto al fumo,

ma non dimentico i tuoi insegnamenti.

[84] Quanti saranno i giorni del tuo servo?

Quando farai giustizia dei miei persecutori?

[85] Mi hanno scavato fosse gli insolenti

che non seguono la tua legge.

[86] Verità sono tutti i tuoi comandi;

a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.

[87] Per poco non mi hanno bandito dalla terra,

ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.

[88] Secondo il tuo amore fammi vivere

e osserverò le parole della tua bocca.

[89] La tua parola, Signore,

è stabile come il cielo.

[90] La tua fedeltà dura per ogni generazione;

hai fondato la terra ed essa è salda.

[91] Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi,

perché ogni cosa è al tuo servizio.

[92] Se la tua legge non fosse la mia gioia,

sarei perito nella mia miseria.

[93] Mai dimenticherò i tuoi precetti:

per essi mi fai vivere.

[94] Io sono tuo: salvami,

perché ho cercato il tuo volere.

[95] Gli empi mi insidiano per rovinarmi,

ma io medito i tuoi insegnamenti.

[96] Di ogni cosa perfetta ho visto il limite,

ma la tua legge non ha confini.

[97] Quanto amo la tua legge, Signore;

tutto il giorno la vado meditando.

[98] Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici,

perché sempre mi accompagna.

[99] Sono più saggio di tutti i miei maestri,

perché medito i tuoi insegnamenti.

[100] Ho più senno degli anziani,

perché osservo i tuoi precetti.

[101] Tengo lontano i miei passi da ogni via di male,

per custodire la tua parola.

[102] Non mi allontano dai tuoi giudizi,

perché sei tu ad istruirmi.

[103] Quanto sono dolci al mio palato le tue parole:

più del miele per la mia bocca.

[104] Dai tuoi decreti ricevo intelligenza,

per questo odio ogni via di menzogna.

[105] Lampada per i miei passi è la tua parola,

luce sul mio cammino.

[106] Ho giurato, e lo confermo,

di custodire i tuoi precetti di giustizia.

[107] Sono stanco di soffrire, Signore,

dammi vita secondo la tua parola.

[108] Signore, gradisci le offerte delle mie labbra,

insegnami i tuoi giudizi.

[109] La mia vita è sempre in pericolo,

ma non dimentico la tua legge.

[110] Gli empi mi hanno teso i loro lacci,

ma non ho deviato dai tuoi precetti.

[111] Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,

sono essi la gioia del mio cuore.

[112] Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti,

in essi è la mia ricompensa per sempre.

[113] Detesto gli animi incostanti,

io amo la tua legge.

[114] Tu sei mio rifugio e mio scudo,

spero nella tua parola.

[115] Allontanatevi da me o malvagi,

osserverò i precetti del mio Dio.

[116] Sostienimi secondo la tua parola e avrò vita,

non deludermi nella mia speranza.

[117] Sii tu il mio aiuto e sarò salvo,

gioirò sempre nei tuoi precetti.

[118] Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti,

perché la sua astuzia è fallace.

[119] Consideri scorie tutti gli empi della terra,

perciò amo i tuoi insegnamenti.

[120] Tu fai fremere di spavento la mia carne,

io temo i tuoi giudizi.

[121] Ho agito secondo diritto e giustizia;

non abbandonarmi ai miei oppressori.

[122] Assicura il bene al tuo servo;

non mi opprimano i superbi.

[123] I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza

e della tua parola di giustizia.

[124] Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore

e insegnami i tuoi comandamenti.

[125] Io sono tuo servo, fammi comprendere

e conoscerò i tuoi insegnamenti.

[126] È tempo che tu agisca, Signore;

hanno violato la tua legge.

[127] Perciò amo i tuoi comandamenti

più dell’oro, più dell’oro fino.

[128] Per questo tengo cari i tuoi precetti

e odio ogni via di menzogna.

[129] Meravigliosa è la tua alleanza,

per questo le sono fedele.

[130] La tua parola nel rivelarsi illumina,

dona saggezza ai semplici.

[131] Apro anelante la bocca,

perché desidero i tuoi comandamenti.

[132] Volgiti a me e abbi misericordia,

tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.

[133] Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola

e su di me non prevalga il male.

[134] Salvami dall’oppressione dell’uomo

e obbedirò ai tuoi precetti.

[135] Fà risplendere il volto sul tuo servo

e insegnami i tuoi comandamenti.

[136] Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi,

perché non osservano la tua legge.

[137] Tu sei giusto, Signore,

e retto nei tuoi giudizi.

[138] Con giustizia hai ordinato le tue leggi

e con fedeltà grande.

[139] Mi divora lo zelo della tua casa,

perché i miei nemici dimenticano le tue parole.

[140] Purissima è la tua parola,

il tuo servo la predilige.

[141] Io sono piccolo e disprezzato,

ma non trascuro i tuoi precetti.

[142] La tua giustizia è giustizia eterna

e verità è la tua legge.

[143] Angoscia e affanno mi hanno colto,

ma i tuoi comandi sono la mia gioia.

[144] Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre,

fammi comprendere e avrò la vita.

[145] T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi;

custodirò i tuoi precetti.

[146] Io ti chiamo, salvami,

e seguirò i tuoi insegnamenti.

[147] Precedo l’aurora e grido aiuto,

spero sulla tua parola.

[148] I miei occhi prevengono le veglie

per meditare sulle tue promesse.

[149] Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia;

Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.

[150] A tradimento mi assediano i miei persecutori,

sono lontani dalla tua legge.

[151] Ma tu, Signore, sei vicino,

tutti i tuoi precetti sono veri.

[152] Da tempo conosco le tue testimonianze

che hai stabilite per sempre.

[153] Vedi la mia miseria, salvami,

perché non ho dimenticato la tua legge.

[154] Difendi la mia causa, riscattami,

secondo la tua parola fammi vivere.

[155] Lontano dagli empi è la salvezza,

perché non cercano il tuo volere.

[156] Le tue misericordie sono grandi, Signore,

secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

[157] Sono molti i persecutori che mi assalgono,

ma io non abbandono le tue leggi.

[158] Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo,

perché non custodiscono la tua parola.

[159] Vedi che io amo i tuoi precetti,

Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

[160] La verità è principio della tua parola,

resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

[161] I potenti mi perseguitano senza motivo,

ma il mio cuore teme le tue parole.

[162] Io gioisco per la tua promessa,

come uno che trova grande tesoro.

[163] Odio il falso e lo detesto,

amo la tua legge.

[164] Sette volte al giorno io ti lodo

per le sentenze della tua giustizia.

[165] Grande pace per chi ama la tua legge,

nel suo cammino non trova inciampo.

[166] Aspetto da te la salvezza, Signore,

e obbedisco ai tuoi comandi.

[167] Io custodisco i tuoi insegnamenti

e li amo sopra ogni cosa.

[168] Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti:

davanti a te sono tutte le mie vie.

[169] Giunga il mio grido fino a te, Signore, fammi comprendere secondo la tua parola.

[170] Venga al tuo volto la mia supplica,

salvami secondo la tua promessa.

[171] Scaturisca dalle mie labbra la tua lode,

poiché mi insegni i tuoi voleri.

[172] La mia lingua canti le tue parole,

perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.

[173] Mi venga in aiuto la tua mano,

poiché ho scelto i tuoi precetti.

[174] Desidero la tua salvezza, Signore,

e la tua legge è tutta la mia gioia.

[175] Possa io vivere e darti lode,

mi aiutino i tuoi giudizi.

[176] Come pecora smarrita vado errando;

cerca il tuo servo,

perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Esodo 20, 2

[2] “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: (3)

Esodo 3, 13 – 15

[13] Mosè disse a Dio: “Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?”.

[14] Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono!”. Poi disse: “Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi”.

[15] Dio aggiunse a Mosè: “Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione.

Deuteronomio 6, 4

[4] Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.

Giosuè 24, 2 – 13

[2] Giosuè disse a tutto il popolo: “Dice il Signore, Dio d’Israele: I vostri padri, come Terach padre di Abramo e padre di Nacor, abitarono dai tempi antichi oltre il fiume e servirono altri dei.

[3] Io presi il padre vostro Abramo da oltre il fiume e gli feci percorrere tutto il paese di Cànaan; moltiplicai la sua discendenza e gli diedi Isacco.

[4] Ad Isacco diedi Giacobbe ed Esaù e assegnai ad Esaù il possesso delle montagne di Seir; Giacobbe e i suoi figli scesero in Egitto.

[5] Poi mandai Mosè e Aronne e colpii l’Egitto con i prodigi che feci in mezzo ad esso; dopo vi feci uscire.

[6] Feci dunque uscire dall’Egitto i vostri padri e voi arrivaste al mare. Gli Egiziani inseguirono i vostri padri con carri e cavalieri fino al Mare Rosso.

[7] Quelli gridarono al Signore ed egli pose fitte tenebre fra voi e gli Egiziani; poi spinsi sopra loro il mare, che li sommerse; i vostri occhi videro ciò che io avevo fatto agli Egiziani. Dimoraste lungo tempo nel deserto.

[8] Io vi condussi poi nel paese degli Amorrèi, che abitavano oltre il Giordano; essi combatterono contro di voi e io li misi in vostro potere; voi prendeste possesso del loro paese e io li distrussi dinanzi a voi.

[9] Poi sorse Balak, figlio di Zippor, re di Moab, per muover guerra a Israele; mandò a chiamare Balaam, figlio di Beor, perché vi maledicesse;

[10] ma io non volli ascoltare Balaam; egli dovette benedirvi e vi liberai dalle mani di Balak.

[11] Passaste il Giordano e arrivaste a Gerico. Gli abitanti di Gerico, gli Amorrèi, i Perizziti, i Cananei, gli Hittiti, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei combatterono contro di voi e io li misi in vostro potere.

[12] Mandai avanti a voi i calabroni, che li scacciarono dinanzi a voi, com’era avvenuto dei due re amorrèi: ma ciò non avvenne per la vostra spada, né per il vostro arco.

[13] Vi diedi una terra, che voi non avevate lavorata, e abitate in città, che voi non avete costruite, e mangiate i frutti delle vigne e degli oliveti, che non avete piantati.

Sapienza 10

[1] Essa protesse il padre del mondo, formato per primo da Dio,

quando fu creato solo;

poi lo liberò dalla sua caduta

[2] e gli diede la forza per dominare su tutte le cose.

[3] Ma un ingiusto, allontanatosi da essa nella sua collera

perì per il suo furore fratricida.

[4] A causa sua la terra fu sommersa,

ma la sapienza di nuovo la salvò

pilotando il giusto e per mezzo di un semplice legno.

[5] Essa, quando le genti furono confuse,

concordi soltanto nella malvagità,

riconobbe il giusto

e lo conservò davanti a Dio senza macchia

e lo mantenne forte

nonostante la sua tenerezza per il figlio.

[6] E mentre perivano gli empi, salvò un giusto,

che fuggiva il fuoco caduto sulle cinque città.

[7] Quale testimonianza di quella gente malvagia

esiste ancora una terra desolata, fumante

insieme con alberi che producono frutti immaturi

e a memoria di un’anima incredula,

s’innalza una colonna di sale.

[8] Allontanandosi dalla sapienza,

non solo ebbero il danno di non conoscere il bene,

ma lasciarono anche ai viventi un ricordo di insipienza,

perché le loro colpe non rimanessero occulte.

[9] Ma la sapienza liberò i suoi devoti dalle sofferenze:

[10] essa condusse per diritti sentieri

il giusto in fuga dall’ira del fratello,

gli mostrò il regno di Dio

e gli diede la conoscenza delle cose sante;

gli diede successo nelle sue fatiche

e moltiplicò i frutti del suo lavoro.

[11] Lo assistette contro l’avarizia dei suoi avversari

e lo fece ricco;

[12] lo custodì dai nemici,

lo protesse da chi lo insidiava,

gli assegnò la vittoria in una lotta dura,

perché sapesse che la pietà è più potente di tutto.

[13] Essa non abbandonò il giusto venduto,

ma lo preservò dal peccato.

[14] Scese con lui nella prigione,

non lo abbandonò mentre era in catene,

finché gli procurò uno scettro regale

e potere sui propri avversari,

smascherò come mendaci i suoi accusatori

e gli diede una gloria eterna.

[15] Essa liberò un popolo santo e una stirpe senza macchia

da una nazione di oppressori.

[16] Entro nell’anima di un servo del Signore

e si oppose con prodigi e con segni a terribili re.

[17] Diede ai santi la ricompensa delle loro pene,

li guidò per una strada meravigliosa,

divenne loro riparo di giorno

e luce di stelle nella notte.

[18] Fece loro attraversare il Mar Rosso,

guidandoli attraverso molte acque;

[19] sommerse invece i loro nemici

e li rigettò dal fondo dell’abisso.

[20] Per questo i giusti spogliarono gli empi

e celebrarono, Signore, il tuo nome santo

e lodarono concordi la tua mano protettrice,

[21] perché la sapienza aveva aperto la bocca dei muti

e aveva sciolto la lingua degli infanti.

Sapienza 11

[1] Essa fece riuscire le loro imprese

per mezzo di un santo profeta:

[2] attraversarono un deserto inospitale,

fissarono le tende in terreni impraticabili,

[3] resistettero agli avversari, respinsero i nemici.

[4] Quando ebbero sete, ti invocarono

e fu data loro acqua da una rupe scoscesa,

rimedio contro la sete da una dura roccia.

[5] Ciò che era servito a punire i loro nemici,

nel bisogno fu per loro un beneficio.

[6] Invece della corrente di un fiume perenne,

sconvolto da putrido sangue

[7] in punizione di un decreto infanticida,

tu desti loro inaspettatamente acqua abbondante,

[8] mostrando per la sete di allora,

come avevi punito i loro avversari.

[9] Difatti, messi alla prova, sebbene puniti con misericordia,

compresero quali tormenti avevan sofferto gli empi,

giudicati nella collera,

[10] perché tu provasti gli uni come un padre che corregge,

mentre vagliasti gli altri come un re severo che condanna.

[11] Lontani o vicini erano ugualmente tribolati,

[12] perché un duplice dolore li colse

e un pianto per i ricordi del passato.

[13] Quando infatti seppero che dal loro castigo

quegli altri ricevevano benefici,

sentirono la presenza del Signore;

[14] poiché colui che avevano una volta esposto

e quindi respinto con scherni,

lo ammiravano alla fine degli eventi,

dopo aver patito una sete ben diversa da quella dei giusti.

[15] Per i ragionamenti insensati della loro ingiustizia,

da essi ingannati, venerarono

rettili senza ragione e vili bestiole.

Tu inviasti loro in castigo

una massa di animali senza ragione,

[16] perché capissero che con quelle stesse cose

per cui uno pecca, con esse è poi castigato.

[17] Certo, non aveva difficoltà la tua mano onnipotente,

che aveva creato il mondo da una materia senza forma,

a mandare loro una moltitudine di orsi e leoni feroci

[18] o belve ignote, create apposta, piene di furore,

o sbuffanti un alito infuocato

o esalanti vapori pestiferi

o folgoranti con le terribili scintille degli occhi,

[19] bestie di cui non solo l’assalto poteva sterminarli,

ma annientarli anche l’aspetto terrificante.

[20] Anche senza questo potevan soccombere con un soffio,

perseguitati dalla giustizia

e dispersi dallo spirito della tua potenza.

Ma tu hai tutto disposto con misura, calcolo e peso.

[21] Prevalere con la forza ti è sempre possibile;

chi potrà opporsi al potere del tuo braccio?

[22] Tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia,

come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.

[23] Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi,

non guardi ai peccati degli uomini,

in vista del pentimento.

[24] Poiché tu ami tutte le cose esistenti

e nulla disprezzi di quanto hai creato;

se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata.

[25] Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi?

O conservarsi se tu non l’avessi chiamata all’esistenza?

[26] Tu risparmi tutte le cose,

perché tutte son tue, Signore, amante della vita,

Sapienza 12

[1] poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.

[2] Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli

e li ammonisci ricordando loro i propri peccati,

perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore.

[3] Tu odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa,

[4] perché compivano delitti ripugnanti,

pratiche di magìa e riti sacrileghi.

[5] Questi spietati uccisori dei loro figli,

divoratori di visceri in banchetti di carne umana,

iniziati in orgiastici riti,

[6] genitori carnefici di vite indifese,

tu li hai voluti distruggere per mano dei nostri antenati,

[7] perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio

la regione da te stimata più di ogni altra.

[8] Ma anche con loro, perché uomini, fosti indulgente

mandando loro le vespe come avanguardie del tuo esercito,

perché li distruggessero a poco a poco.

[9] Pur potendo in battaglia dare gli empi in mano dei giusti,

oppure distruggerli con bestie feroci

o all’istante con un ordine inesorabile,

[10] colpendoli invece a poco a poco,

lasciavi posto al pentimento,

sebbene tu non ignorassi che la loro razza era perversa

e la loro malvagità naturale

e che la loro mentalità non sarebbe mai cambiata,

[11] perché era una stirpe maledetta fin da principio.

Non certo per timore di alcuno

lasciavi impunite le loro colpe.

[12] E chi potrebbe domandarti: “Che hai fatto?”,

o chi potrebbe opporsi a una tua sentenza?

Chi oserebbe accusarti

per l’eliminazione di genti da te create?

Chi si potrebbe costituire contro di te

come difensore di uomini ingiusti?

[13] Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose,

perché tu debba difenderti

dall’accusa di giudice ingiusto.

[14] Né un re né un tiranno potrebbe affrontarti

in difesa di quelli che hai punito.

[15] Essendo giusto, governi tutto con giustizia.

Condannare chi non merita il castigo

lo consideri incompatibile con la tua potenza.

[16] La tua forza infatti è principio di giustizia;

il tuo dominio universale ti rende indulgente con tutti.

[17] Mostri la forza se non si crede nella tua onnipotenza

e reprimi l’insolenza in coloro che la conoscono.

[18] Tu, padrone della forza, giudichi con mitezza;

ci governi con molta indulgenza,

perché il potere lo eserciti quando vuoi.

[19] Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo

che il giusto deve amare gli uomini; inoltre hai reso i tuoi figli pieni di dolce speranza

perché tu concedi dopo i peccati

la possibilità di pentirsi.

[20] Se gente nemica dei tuoi figli e degna di morte

tu hai punito con tanto riguardo e indulgenza,

concedendole tempo e modo

per ravvedersi dalla sua malvagità,

[21] con quanta attenzione hai castigato i tuoi figli,

con i cui padri concludesti, giurando,

alleanze di così buone promesse?

[22] Mentre dunque ci correggi,

tu colpisci i nostri nemici in svariatissimi modi,

perché nel giudicare riflettiamo sulla tua bontà

e speriamo nella misericordia, quando siamo giudicati.

Ancora gli Egiziani. La loro punizione è progressiva

[23] Perciò quanti vissero ingiustamente con stoltezza

tu li hai tormentati con i loro stessi abomini.

[24] Essi s’erano allontanati troppo sulla via dell’errore,

ritenendo dei i più abietti e i più ripugnanti animali,

ingannati come bambini senza ragione.

[25] Per questo, come a fanciulli irragionevoli,

hai mandato loro un castigo per derisione.

[26] Ma chi non si lascia correggere da castighi di derisione,

sperimenterà un giudizio degno di Dio.

[27] Infatti, soffrendo per questi animali, si sdegnavano,

perché puniti con gli stessi esseri che stimavano dei,

e capirono e riconobbero il vero Dio,

che prima non avevano voluto conoscere.

Per questo si abbatté su di loro il supremo dei castighi.

Sapienza 13

[1] Davvero stolti per natura tutti gli uomini

che vivevano nell’ignoranza di Dio.

e dai beni visibili non riconobbero colui che è,

non riconobbero l’artefice, pur considerandone le opere.

[2] Ma o il fuoco o il vento o l’aria sottile

o la volta stellata o l’acqua impetuosa

o i luminari del cielo

considerarono come dei, reggitori del mondo.

[3] Se, stupiti per la loro bellezza, li hanno presi per dei,

pensino quanto è superiore il loro Signore,

perché li ha creati lo stesso autore della bellezza.

[4] Se sono colpiti dalla loro potenza e attività,

pensino da ciò

quanto è più potente colui che li ha formati.

[5] Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature

per analogia si conosce l’

[6] Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero,

perché essi forse s’ingannano

nella loro ricerca di Dio e nel volere trovarlo.

[7] Occupandosi delle sue opere, compiono indagini,

ma si lasciano sedurre dall’apparenza,

perché le cosa vedute sono tanto belle.

[8] Neppure costoro però sono scusabili,

[9] perché se tanto poterono sapere da scrutare l’universo,

come mai non ne hanno trovato più presto il padrone?

[10] Infelici sono coloro le cui speranze sono in cose morte

e che chiamarono dei i lavori di mani d’uomo,

oro e argento lavorati con arte,

e immagini di animali,

oppure una pietra inutile, opera di mano antica.

[11] Se insomma un abile legnaiuolo,

segato un albero maneggevole,

ne raschia con diligenza tutta la scorza

e, lavorando con abilità conveniente,

ne forma un utensile per gli usi della vita;

[12] raccolti poi gli avanzi del suo lavoro,

li consuma per prepararsi il cibo e si sazia.

[13] Quanto avanza ancora, buono proprio a nulla,

legno distorto e pieno di nodi,

lo prende e lo scolpisce per occupare il tempo libero;

senza impegno, per diletto, gli dà una forma,

lo fa simile a un’immagine umana

[14] oppure a quella di un vile animale.

Lo vernicia con minio, ne colora di rosso la superficie

e ricopre con la vernice ogni sua macchia;

[15] quindi, preparatagli una degna dimora,

lo pone sul muro, fissandolo con un chiodo.

[16] Provvede perché non cada,

ben sapendo che non è in grado di aiutarsi da sé;

esso infatti è solo un’immagine e ha bisogno di aiuto.

[17] Eppure quando prega per i suoi beni,

per le sue nozze e per i figli,

non si vergogna di parlare a quell’oggetto inanimato;

per la sua salute invoca un essere debole,

[18] per la sua vita prega un morto:

per un aiuto supplica un essere inetto,

per il suo viaggio chi non può neppure camminare;

[19] per acquisti, lavoro e successo negli affari,

chiede abilità ad uno che è il più inabile di mani.

Sapienza 14

[1] Anche chi si dispone a navigare e a solcare onde selvagge

implora un legno più fragile della barca che lo porta.

[2] Questa, infatti, fu inventata dal desiderio di guadagni

e fu costruita da una saggezza artigiana;

[3] ma la tua provvidenza, o Padre, la guida

perché tu hai predisposto una strada anche nel mare,

un sentiero sicuro anche fra le onde,

[4] mostrando che puoi salvare da tutto,

sì che uno possa imbarcarsi anche senza esperienza.

[5] Tu non vuoi che le opere della tua sapienza siano inutili;

per questo gli uomini affidano le loro vite

anche a un minuscolo legno

e, attraversando i flutti con una zattera, scampano.

[6] Anche in principio, mentre perivano giganti superbi,

la speranza del mondo, rifugiatasi in una barca,

lasciò al mondo la semenza di nuove generazioni,

grazie alla tua mano che la guidava.

[7] È benedetto il legno con cui si compie un’opera giusta,

[8] ma maledetto l’idolo opera di mani e chi lo ha fatto;

questi perché lo ha lavorato,

quello perché, corruttibile, è detto dio.

[9] Perché sono ugualmente in odio a Dio

l’empio e la sua empietà;

[10] l’opera e l’artefice saranno ugualmente puniti.

[11] Perciò ci sarà un castigo anche per gli idoli dei pagani,

perché fra le creature di Dio son divenuti un abominio,

e scandalo per le anime degli uomini,

laccio per i piedi degli stolti.

[12] L’invenzione degli idoli fu l’inizio della prostituzione,

la loro scoperta portò la corruzione nella vita.

[13] Essi non esistevano al principio né mai esisteranno.

[14] Entrarono nel mondo per la vanità dell’uomo,

per questo è stata decretata per loro una rapida fine.

[15] Un padre, consumato da un lutto prematuro,

ordinò un’immagine di quel suo figlio così presto rapito,

e onorò come un dio chi poco prima era solo un defunto

ordinò ai suoi dipendenti riti misterici e di iniziazione.

[16] Poi l’empia usanza, rafforzatasi con il tempo,

fu osservata come una legge.

[17] Le statue si adoravano anche per ordine dei sovrani:

i sudditi, non potendo onorarli di persona a distanza,

riprodotte con arte le sembianze lontane,

fecero un’immagine visibile del re venerato,

per adulare con zelo l’assente, quasi fosse presente.

[18] All’estensione del culto

anche presso quanti non lo conoscevano,

spinse l’ambizione dell’artista.

[19] Questi infatti, desideroso di piacere al potente,

si sforzò con l’arte di renderne più bella l’immagine;

[20] il popolo, attratto dalla leggiadria dell’opera,

considerò oggetto di culto

colui che poco prima onorava come uomo.

[21] Ciò divenne un’insidia ai viventi,

perché gli uomini,

vittime della disgrazia o della tirannide,

imposero a pietre o a legni un nome incomunicabile.

[22] Poi non bastò loro sbagliare circa la conoscenza di Dio;

essi, pur vivendo in una grande guerra d’ignoranza,

danno a sì grandi mali il nome di pace.

[23] Celebrando iniziazioni infanticide o misteri segreti,

o banchetti orgiastici di strani riti

[24] non conservano più pure né vita né nozze

e uno uccide l’altro a tradimento

o l’affligge con l’adulterio.

[25] Tutto è una grande confusione:

sangue e omicidio, furto e inganno,

corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro;

[26] confusione dei buoni, ingratitudine per i favori,

corruzione di anime, perversione sessuale,

disordini matrimoniali, adulterio e dissolutezza.

[27] L’adorazione di idoli senza nome

è principio, causa e fine di ogni male.

[28] Gli idolatri infatti

o delirano nelle orge o sentenziano oracoli falsi

o vivono da iniqui o spergiurano con facilità.

[29] Ponendo fiducia in idoli inanimati

non si aspettano un castigo per avere giurato il falso.

[30] Ma, per l’uno e per l’altro motivo,

li raggiungerà la giustizia,

perché concepirono un’idea falsa di Dio,

rivolgendosi agli idoli,

e perché spergiurarono con frode,

disprezzando la santità.

[31] Infatti non la potenza di coloro per i quali si giura,

ma il castigo dovuto ai peccatori

persegue sempre la trasgressione degli ingiusti.

Sapienza 15

[1] Ma tu, nostro Dio, sei buono e fedele,

sei paziente e tutto governi secondo misericordia.

[2] Anche se pecchiamo, siamo tuoi,

conoscendo la tua potenza;

ma non peccheremo più, sapendo che ti apparteniamo.

[3] Conoscerti, infatti, è giustizia perfetta,

conoscere la tua potenza è radice di immortalità.

[4] Non ci indusse in errore

né l’invenzione umana di un’arte perversa,

né la sterile fatica dei pittori,

immagini deturpate di vari colori,

[5] la cui vista provoca negli stolti il desiderio,

l’anelito per una forma inanimata di un’immagine morta.

[6] Amanti del male e degni di simili speranze

sono coloro che fanno, desiderano e venerano gli idoli.

[7] Un vasaio, impastando con fatica la terra molle,

plasma per il nostro uso ogni sorta di vasi.

Ma con il medesimo fango modella

e i vasi che servono per usi decenti

e quelli per usi contrari, tutti allo stesso modo;

quale debba essere l’uso di ognuno di essi

lo stabilisce il vasaio.

[8] Quindi con odiosa fatica plasma

con il medesimo fango un dio vano,

egli che, nato da poco dalla terra,

tra poco ritornerà là da dove fu tratto,

quando gli sarà richiesto l’uso fatto dell’anima sua.

[9] Ma egli non si preoccupa di morire

né di avere una vita breve;

anzi gareggia con gli orafi e con gli argentieri,

imita i lavoratori del bronzo

e ritiene un vanto plasmare cose false.

[10] Cenere è il suo cuore,

la sua speranza più vile della terra,

la sua vita più spregevole del fango,

[11] perché disconosce il suo creatore,

colui che gli inspirò un’anima attiva

e gli infuse uno spirito vitale.

[12] Ma egli considera un trastullo la nostra vita,

l’esistenza un mercato lucroso.

Egli dice: “Da tutto, anche dal male,

si deve trarre profitto”.

[13] Costui infatti più di tutti sa di peccare,

fabbricando di materia terrestre

fragili vasi e statue.

[14] Ma sono tutti stoltissimi

e più miserabili di un’anima infantile

i nemici del tuo popolo, che lo hanno oppresso.

[15] Essi considerarono dei anche tutti gli idoli dei pagani,

i quali non hanno né l’uso degli occhi per vedere,

né narici per aspirare aria,

né orecchie per sentire,

né dita delle mani per palpare;

e i loro piedi sono incapaci di camminare.

[16] Un uomo li ha fatti,

li ha plasmati uno che ha avuto il respiro in prestito.

Ora nessun uomo può plasmare un dio a lui simile;

[17] essendo mortale, una cosa morta produce con empie mani.

Egli è sempre migliore degli oggetti che adora,

rispetto a essi possiede la vita, ma quelli giammai

[18] Venerano gli animali più ripugnanti,

che per stupidità

al paragone risultan peggiori degli altri;

[19] non sono tanto belli da invogliarsene,

come capita per l’aspetto di altri animali,

e non hanno avuto la lode e la benedizione di Dio.

Sapienza 16

[1] Per questo furon giustamente puniti con esseri simili

e tormentati da numerose bestiole.

[2] Invece di tale castigo, tu beneficasti il tuo popolo;

per appagarne il forte appetito gli preparasti

un cibo di gusto squisito, le quaglie.

[3] Gli egiziani infatti, sebbene bramosi di cibo,

disgustati dagli animali inviati contro di loro

perdettero anche il naturale appetito;

questi invece, dopo una breve privazione,

gustarono un cibo squisito.

[4] Era necessario che a quegli avversari

venisse addosso una carestia inevitabile

e che a questi si mostrasse soltanto

come erano tormentati i loro nemici.

[5] Quando infatti li assalì il terribile furore delle bestie

e perirono per i morsi di tortuosi serpenti,

la tua collera non durò sino alla fine.

[6] Per correzione furono spaventati per breve tempo,

avendo già avuto un pegno di salvezza

a ricordare loro i decreti della tua legge.

[7] Infatti chi si volgeva a guardarlo

era salvato non da quel che vedeva,

ma solo da te, salvatore di tutti.

[8] Anche con ciò convincesti i nostri nemici

che tu sei colui che libera da ogni male.

[9] Gli egiziani infatti furono uccisi dai morsi

di cavallette e di mosche,

né si trovò un rimedio per la loro vita,

meritando di essere puniti con tali mezzi.

[10] Invece contro i tuoi figli

neppure i denti di serpenti velenosi prevalsero,

perché intervenne la tua misericordia a guarirli.

[11] Perché ricordassero le tue parole,

feriti dai morsi, erano subito guariti,

per timore che, caduti in un profondo oblio,

fossero esclusi dai tuoi benefici.

[12] Non li guarì né un’erba né un emolliente,

ma la tua parola, o Signore, la quale tutto risana.

[13] Tu infatti hai potere sulla vita e sulla morte;

conduci giù alle porte degli inferi e fai risalire.

[14] L’uomo può uccidere nella sua malvagità,

ma non far tornare uno spirito già esalato,

né liberare un’anima già accolta negli inferi.

[15] È impossibile sfuggire alla tua mano:

[16] gli empi, che rifiutavano di conoscerti,

furono colpiti con la forza del tuo braccio,

perseguitati da strane pioggie e da grandine,

da acquazzoni travolgenti, e divorati dal fuoco.

[17] E, cosa più strana, l’acqua che tutto spegne

ravvivava sempre più il fuoco:

l’universo si fa alleato dei giusti.

[18] Talvolta la fiamma si attenuava

per non bruciare gli animali inviati contro gli empi

e per far loro comprendere a tal vista

che erano incalzati dal giudizio di Dio.

[19] Altre volte anche in mezzo all’acqua

la fiamma bruciava oltre la potenza del fuoco

per distruggere i germogli di una terra iniqua.

[20] Invece sfamasti il tuo popolo con un cibo degli angeli,

dal cielo offristi loro un pane già pronto senza fatica,

capace di procurare ogni delizia e soddisfare ogni gusto.

[21] Questo tuo alimento manifestava

la tua dolcezza verso i tuoi figli;

esso si adattava al gusto di chi l’inghiottiva

e si trasformava in ciò che ognuno desiderava.

[22] Neve e ghiaccio resistevano al fuoco senza sciogliersi,

perché riconoscessero che i frutti dei nemici

il fuoco distruggeva ardendo tra la grandine

e folgoreggiando tra le piogge.

[23] Al contrario, perché si nutrissero i giusti,

dimenticava perfino la propria virtù.

[24] La creazione infatti a te suo creatore obbedendo,

si irrigidisce per punire gli ingiusti,

ma s’addolcisce a favore di quanti confidano in te.

[25] Per questo anche allora, adattandosi a tutto,

serviva alla tua liberalità che tutti alimenta,

secondo il desiderio di chi era nel bisogno,

[26] perché i tuoi figli, che ami, o Signore, capissero

che non le diverse specie di frutti nutrono l’uomo,

ma la tua parola conserva coloro che credono in te.

[27] Ciò che infatti non era stato distrutto dal fuoco

si scioglieva appena scaldato da un breve raggio di sole,

[28] perché fosse noto che si deve prevenire il sole

per renderti grazie

e pregarti allo spuntar della luce,

[29] poiché la speranza dell’ingrato

si scioglierà come brina invernale

e si disperderà come un’acqua inutilizzabile.

Sapienza 17

[1] I tuoi giudizi sono grandi e difficili da spiegare,

per questo le anime grossolane furono tratte in errore.

[2] Gli iniqui credendo di dominare il popolo santo,

incatenati nelle tenebre e prigionieri di una lunga notte,

chiusi nelle case,

giacevano esclusi dalla provvidenza eterna.

[3] Credendo di restar nascosti con i loro peccati segreti,

sotto il velo opaco dell’oblio,

furono dispersi, colpiti da spavento terribile

e tutti agitati da fantasmi.

[4] Neppure il nascondiglio in cui si trovavano

li preservò dal timore,

ma suoni spaventosi rimbombavano intorno a loro,

fantasmi lugubri dai volti tristi apparivano.

[5] Nessun fuoco, per quanto intenso riusciva a far luce,

neppure le luci splendenti degli astri

riuscivano a rischiarare quella cupa notte.

[6] Appariva loro solo una massa di fuoco,

improvvisa, spaventosa;

atterriti da quella fugace visione,

credevano ancora peggiori le cose viste.

[7] Fallivano i ritrovati della magìa,

e la loro baldanzosa pretesa di sapienza.

[8] Promettevano di cacciare timori e inquietudini

dall’anima malata,

e cadevano malati per uno spavento ridicolo.

[9] Anche se nulla di spaventoso li atterriva,

spaventati al passare delle bestiole

e ai sibili dei rettili,

morivano di tremore,

rifiutando persino di guardare l’aria,

a cui nessuno può sottrarsi.

[10] La malvagità condannata dalla propria testimonianza

è qualcosa di vile

e oppressa dalla coscienza presume sempre il peggio.

[11] Il timore infatti

non è altro che rinunzia agli aiuti della ragione;

[12] quanto meno nell’intimo ci si aspetta da essi,

tanto più grave si stima l’ignoranza

della causa che produce il tormento.

[13] Ma essi durante tale notte davvero impotente,

uscita dai recessi impenetrabili degli inferi senza potere,

intorpiditi da un medesimo sonno,

[14] ora erano agitati da fantasmi mostruosi,

ora paralizzati per l’abbattimento dell’anima;

poiché un terrore improvviso e inaspettato

si era riversato su di loro.

[15] Così chiunque, cadendo là dove si trovava,

era custodito chiuso in un carcere senza serrami,

[16] fosse un agricoltore o un pastore

o un operaio impegnato in lavori in luoghi solitari,

sorpreso cadeva sotto la necessità ineluttabile,

perché tutti eran legati dalla stessa catena di tenebre.

[17] Il sibilare del vento,

il canto melodioso di uccelli tra folti rami,

il mormorio di impetuosa acqua corrente,

il cupo fragore di rocce cadenti,

[18] la corsa invisibile di animali imbizzarriti,

le urla di crudelissime belve ruggenti,

l’eco ripercossa delle cavità dei monti,

tutto li paralizzava e li riempiva di terrore.

[19] Tutto il mondo era illuminato di luce splendente

ed ognuno era dedito ai suoi lavori senza impedimento.

[20] Soltanto su di essi si stendeva una notte profonda,

immagine della tenebra che li avrebbe avvolti;

ma erano a se stessi più gravosi della tenebra.

Sapienza 18

[1] Per i tuoi santi risplendeva una luce vivissima;

essi invece, sentendone le voci, senza vederne l’aspetto.

li proclamavan beati, ché non avevan come loro sofferto

[2] ed erano loro grati perché, offesi per primi,

non facevano loro del male

e imploravano perdono d’essere stati loro nemici.

[3] Invece delle tenebre desti loro una colonna di fuoco,

come guida in un viaggio sconosciuto

e come un sole innocuo per il glorioso emigrare.

[4] Eran degni di essere privati della luce

e di essere imprigionati nelle tenebre

quelli che avevano tenuto chiusi in carcere i tuoi figli,

per mezzo dei quali la luce incorruttibile della legge

doveva esser concessa al mondo.

[5] Poiché essi avevan deciso di uccidere i neonati dei santi

– e un solo bambino fu esposto e salvato –

per castigo eliminasti una moltitudine di loro figli

e li facesti perire tutti insieme nell’acqua impetuosa.

[6] Quella notte fu preannunziata ai nostri padri,

perché sapendo a quali promesse avevano creduto,

stessero di buon animo.

[7] Il tuo popolo si attendeva

la salvezza dei giusti come lo sterminio dei nemici.

[8] Difatti come punisti gli avversari,

così ci rendesti gloriosi, chiamandoci a te.

[9] I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto

e si imposero, concordi, questa legge divina:

i santi avrebbero partecipato ugualmente

ai beni e ai pericoli,

intonando prima i canti di lode dei padri.

[10] Faceva eco il grido confuso dei nemici

e si diffondeva il lamento di quanti piangevano i figli.

[11] Con la stessa pena lo schiavo

era punito insieme con il padrone,

il popolano soffriva le stesse pene del re.

[12] Tutti insieme, nello stesso modo,

ebbero innumerevoli morti,

e i vivi non bastavano a seppellirli

perché in un istante perì la loro più nobile prole.

[13] Quelli rimasti increduli a tutto per via delle loro magie,

alla morte dei primogeniti confessarono

che questo popolo è figlio di Dio.

[14] Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose,

e la notte era a metà del suo corso,

[15] la tua parola onnipotente dal cielo,

dal tuo trono regale, guerriero implacabile,

si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio,

portando, come spada affilata, il tuo ordine inesorabile.

[16] Fermatasi, riempì tutto di morte;

toccava il cielo e camminava sulla terra.

[17] Allora improvvisi fantasmi di sogni terribili

li atterrivano;

timori impensabili piombarono su di loro.

[18] Cadendo mezzi morti qua e là,

ognuno mostrava la causa della morte.

[19] I loro sogni terrificanti li avevano preavvisati,

perché non morissero ignorando

il motivo delle loro sofferenze.

[20] La prova della morte colpì anche i giusti

e nel deserto ci fu strage di molti;

ma l’ira non durò a lungo,

[21] perché un uomo incensurabile si affrettò a difenderli:

prese le armi del suo ministero,

la preghiera e il sacrificio espiatorio dell’incenso;

si oppose alla collera e mise fine alla sciagura,

mostrando che era tuo servitore.

[22] Egli superò l’ira divina non con la forza del corpo,

né con l’efficacia delle armi;

ma con la parola placò colui che castigava,

ricordandogli i giuramenti e le alleanze dei padri.

[23] I morti eran caduti a mucchi gli uni sugli altri,

quando egli, ergendosi lì in mezzo, arrestò l’ira

e le tagliò la strada che conduceva verso i viventi.

[24] Sulla sua veste lunga fino ai piedi vi era tutto il mondo,

i nomi gloriosi dei padri intagliati

sui quattro ordini di pietre preziose

e la tua maestà sulla corona della sua testa.

[25] Di fronte a questo lo sterminatore indietreggiò,

ebbe paura,

poiché un solo saggio della collera bastava.

Sapienza 19

[1] Sugli empi si riversò sino alla fine

uno sdegno implacabile,

perché Dio prevedeva anche il loro futuro,

[2] che cioè, dopo aver loro permesso di andarsene

e averli fatti in fretta partire,

cambiato proposito, li avrebbero inseguiti.

[3] Mentre infatti erano ancora occupati nei lutti

e piangevano sulle tombe dei morti,

presero un’altra decisione insensata,

e inseguirono come fuggitivi

coloro che già avevan pregato di partire.

[4] Li spingeva a questo punto estremo un meritato destino,

che li gettò nell’oblio delle cose avvenute,

perché colmassero la punizione,

che ancora mancava ai loro tormenti,

[5] e mentre il tuo popolo intraprendeva un viaggio straordinario,

essi incorressero in una morte singolare.

[6] Tutta la creazione assumeva da capo,

nel suo genere, nuova forma,

obbedendo ai tuoi comandi,

perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi.

[7] Si vide la nube coprire d’ombra l’accampamento,

terra asciutta apparire dove prima c’era acqua,

una strada libera aprirsi nel Mar Rosso

e una verdeggiante pianura in luogo dei flutti violenti;

[8] per essa passò tutto il tuo popolo,

i protetti della tua mano,

spettatori di prodigi stupendi.

[9] Come cavalli alla pastura,

come agnelli esultanti,

cantavano inni a te, Signore, che li avevi liberati.

[10] Ricordavano ancora i fatti del loro esilio,

come la terra, invece di bestiame, produsse zanzare,

come il fiume, invece di pesci, riversò una massa di rane.

[11] Più tardi videro anche una nuova produzione di uccelli,

quando, spinti dall’appetito, chiesero cibi delicati;

[12] poiché, per appagarli, salirono dal mare le quaglie.

[13] Sui peccatori invece caddero i castighi

non senza segni premonitori di fulmini fragorosi;

essi soffrirono giustamente per la loro malvagità,

avendo nutrito un odio tanto profondo verso lo straniero.

[14] Altri non accolsero ospiti sconosciuti;

ma costoro ridussero schiavi ospiti benemeriti.

[15] Non solo: ci sarà per i primi un giudizio,

perché accolsero ostilmente dei forestieri;

[16] ma quelli, dopo averli festosamente accolti,

poi, quando già partecipavano ai loro diritti

li oppressero con lavori durissimi.

[17] Furono perciò colpiti da cecità,

come lo furono i primi alla porta del giusto,

quando avvolti fra tenebre fitte

ognuno cercava l’ingresso della propria porta.

[18] Difatti gli elementi scambiavano ordine fra loro,

come le note di un’arpa variano la specie del ritmo,

pur conservando sempre lo stesso tono.

E proprio questo si può dedurre

dalla attenta considerazione degli avvenimenti:

[19] animali terrestri divennero acquatici,

quelli che nuotavano passarono sulla terra.

[20] Il fuoco rafforzò nell’acqua la sua potenza

e l’acqua dimenticò la sua proprietà naturale di spegnere.

[21] Le fiamme non consumavano le carni

di animali gracili, che vi camminavano dentro,

né scioglievano quella specie di cibo celeste,

simile alla brina e così facile a fondersi.

[22] In tutti i modi, o Signore, hai magnificato

e reso glorioso il tuo popolo

e non l’hai trascurato

assistendolo in ogni tempo e in ogni luogo.

Genesi 15, 13 – 16

[13] Allora il Signore disse ad Abram: “Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni.

[14] Ma la nazione che essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi usciranno con grandi ricchezze.

[15] Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice.

[16] Alla quarta generazione torneranno qui, perché l’iniquità degli Amorrèi non ha ancora raggiunto il colmo”.

Genesi 3, 7 – 10

[7] Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

[8] Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.

[9] Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei?”.

[10] Rispose: “Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”.

Giosuè 1, 1 – 5

[1] Dopo la morte di Mosè, servo del Signore, il Signore disse a Giosuè, figlio di Nun, servo di Mosè:

[2] “Mosè mio servo è morto; orsù, attraversa questo Giordano tu e tutto questo popolo, verso il paese che io dò loro, agli Israeliti.

[3] Ogni luogo che calcherà la pianta dei vostri piedi, ve l’ho assegnato, come ho promesso a Mosè.

[4] Dal deserto e dal Libano fino al fiume grande, il fiume Eufràte, tutto il paese degli Hittiti, fino al Mar Mediterraneo, dove tramonta il sole: tali saranno i vostri confini.

[5] Nessuno potrà resistere a te per tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; non ti lascerò né ti abbandonerò.

Giosuè 21, 45

[45] Di tutte le belle promesse che il Signore aveva fatte alla casa d’Israele, non una andò a vuoto: tutto giunse a compimento.

Giosuè 23, 14

[14] Ecco io oggi me ne vado per la via di ogni abitante della terra; riconoscete con tutto il cuore e con tutta l’anima che neppur una di tutte le buone promesse, che il Signore vostro Dio aveva fatto per voi, è caduta a vuoto; tutte sono giunte a compimento per voi: neppure una è andata a vuoto.

1 Re 8, 56

[56] “Benedetto il Signore, che ha concesso tranquillità a Israele suo popolo, secondo la sua parola. Non è venuta meno neppure una delle parole buone che aveva pronunziate per mezzo di Mosè suo servo.

Isaia 9, 7

[7] Una parola mandò il Signore contro Giacobbe,

essa cadde su Israele.

Salmi 107, 20

[20] Mandò la sua parola e li fece guarire,

li salvò dalla distruzione.

Salmi 147, 15

[15] Manda sulla terra la sua parola,

il suo messaggio corre veloce.

Zaccaria 1, 6

[6] Le parole e i decreti che io avevo comunicato ai miei servi, i profeti, non si sono forse adempiuti sui padri vostri? Essi si sono convertiti e hanno detto: Quanto il Signore degli eserciti ci aveva minacciato a causa dei nostri traviamenti e delle nostre colpe, l’ha eseguito sopra di noi”.

Geremia 1, 12

[12] Il Signore soggiunse: “Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla”.

Numeri 23, 19

[19] Dio non è un uomo da potersi smentire,

non è un figlio dell’uomo da potersi pentire.

Forse Egli dice e poi non fa?

Promette una cosa che poi non adempie?

Isaia 55, 10 – 11

[10] Come infatti la pioggia e la neve

scendono dal cielo e non vi ritornano

senza avere irrigato la terra,

senza averla fecondata e fatta germogliare,

perché dia il seme al seminatore

e pane da mangiare,

[11] così sarà della parola

uscita dalla mia bocca:

non ritornerà a me senza effetto,

senza aver operato ciò che desidero

e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata.

Deuteronomio 9, 5

[5] No, tu non entri in possesso del loro paese a causa della tua giustizia, né a causa della rettitudine del tuo cuore; ma il Signore tuo Dio scaccia quelle nazioni dinanzi a te per la loro malvagità e per mantenere la parola che il Signore ha giurato ai tuoi padri, ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe.

1 Re 2, 4

[4] perché il Signore attui la promessa che mi ha fatto quando ha detto: Se i tuoi figli nella loro condotta si cureranno di camminare davanti a me con lealtà, con tutto il cuore e con tutta l’anima, sul trono d’Israele siederà sempre uno dei tuoi discendenti.

Geremia 11, 5

[5] così che io possa mantenere il giuramento fatto ai vostri padri di dare loro una terra dove scorrono latte e miele, come oggi possedete”. Io risposi: “Così sia, Signore!”.

Isaia 44, 7 – 8

[7] Chi è come me? Si faccia avanti e lo proclami,

lo riveli di presenza e me lo esponga.

Chi ha reso noto il futuro dal tempo antico?

Ci annunzi ciò che succederà.

[8] Non siate ansiosi e non temete:

non forse già da molto tempo

te l’ho fatto intendere e rivelato?

Voi siete miei testimoni: C’è forse un dio fuori di me

o una roccia che io non conosca?”.

Salmi 105, 31.34

[31] Diede un ordine e le mosche vennero a sciami

e le zanzare in tutto il loro paese.

[34] Diede un ordine e vennero le locuste

e bruchi senza numero;

Isaia 44, 26.28

[26] confermo la parola dei suoi servi,

compio i disegni dei suoi messaggeri.

Io dico a Gerusalemme: Sarai abitata,

e alle città di Giuda: Sarete riedificate

e ne restaurerò le rovine.

[28] Io dico a Ciro: Mio pastore;

ed egli soddisferà tutti i miei desideri,

dicendo a Gerusalemme: Sarai riedificata;

e al tempio: Sarai riedificato dalle fondamenta”.

Salmi 33, 6 – 9

[6] Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,

dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.

[7] Come in un otre raccoglie le acque del mare,

chiude in riserve gli abissi.

[8] Tema il Signore tutta la terra,

tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,

[9] perché egli parla e tutto è fatto,

comanda e tutto esiste.

Genesi 1

[1] In principio Dio creò il cielo e la terra.

[2] Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

[3] Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu.

[4] Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre

[5] e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

[6] Dio disse: “Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque”.

[7] Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.

[8] Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

[9] Dio disse: “Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto”. E così avvenne.

[10] Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona.

[11] E Dio disse: “La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie”. E così avvenne:

[12] la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.

[13] E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

[14] Dio disse: “Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni

[15] e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra”. E così avvenne:

[16] Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.

[17] Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra

[18] e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.

[19] E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

[20] Dio disse: “Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo”.

[21] Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.

[22] Dio li benedisse: “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra”.

[23] E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

[24] Dio disse: “La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie”. E così avvenne:

[25] Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.

[26] E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.

[27] Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò;

maschio e femmina li creò.

[28] Dio li benedisse e disse loro:

“Siate fecondi e moltiplicatevi,

riempite la terra;

soggiogatela e dominate

sui pesci del mare

e sugli uccelli del cielo

e su ogni essere vivente,

che striscia sulla terra”.

[29] Poi Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.

[30] A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. E così avvenne.

[31] Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Lamentazioni 3, 37

[37] Chi mai ha parlato e la sua parola si è avverata,

senza che il Signore lo avesse comandato?

Giuditta 16, 14

[14] Ti sia sottomessa ogni tua creatura:

perché tu dicesti e tutte le cose furon fatte;

mandasti il tuo spirito e furono costruite

e nessuno può resistere alla tua voce.

Sapienza 9, 1

[1] “Dio dei padri e Signore di misericordia,

che tutto hai creato con la tua parola,

Siracide 42, 15

[15] Ricorderò ora le opere del Signore

e descriverò quanto ho visto.

Con le parole del Signore sono state create le sue opere.

Isaia 40, 26

[26] Levate in alto i vostri occhi

e guardate: chi ha creato quegli astri?

Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito

e li chiama tutti per nome;

per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza

non ne manca alcuno.

Isaia 27

[1] In quel giorno il Signore punirà

con la spada dura, grande e forte,

il Leviatàn serpente guizzante,

il Leviatàn serpente tortuoso

e ucciderà il drago che sta nel mare.

[2] In quel giorno si dirà:

“La vigna deliziosa: cantate di lei!”.

[3] Io, il Signore, ne sono il guardiano,

a ogni istante la irrigo;

per timore che venga danneggiata,

io ne ho cura notte e giorno.

[4] Io non sono in collera.

Vi fossero rovi e pruni, io muoverei loro guerra,

li brucerei tutti insieme.

[5] O, meglio, si stringa alla mia protezione,

faccia la pace con me,

con me faccia la pace!

[6] Nei giorni futuri Giacobbe metterà radici,

Israele fiorirà e germoglierà,

riempirà il mondo di frutti.

[7] Il Signore lo ha forse percosso come i suoi percussori?

O lo ha ucciso come uccise i suoi uccisori?

[8] Lo ha punito cacciandolo via, respingendolo,

lo ha rimosso con soffio impetuoso

come quando tira il vento d’oriente!

[9] Proprio così sarà espiata l’iniquità di Giacobbe

e questo sarà tutto il frutto per la rimozione del suo peccato:

mentre egli ridurrà tutte le pietre dell’altare

come si fa delle pietre che si polverizzano per la calce,

non erigeranno più pali sacri né altari per l’incenso.

[10] La fortezza è divenuta desolata,

un luogo spopolato e abbandonato come un deserto;

vi pascola il vitello, vi si sdraia e ne bruca gli arbusti.

[11] I suoi rami seccandosi si spezzeranno;

le donne verranno ad accendervi il fuoco.

Certo, si tratta di un popolo privo di intelligenza;

per questo non ne avrà pietà chi lo ha creato,

né chi lo ha fatto ne avrà compassione.

Ritorno degli Israeliti

[12] In quel giorno,

dal corso dell’Eufràte al torrente d’Egitto,

il Signore batterà le spighe

e voi sarete raccolti uno a uno, Israeliti.

[13] In quel giorno suonerà la grande tromba,

verranno gli sperduti nel paese di Assiria

e i dispersi nel paese di Egitto.

Essi si prostreranno al Signore

sul monte santo, in Gerusalemme.

Salmi 107, 25

[25] Egli parlò e fece levare

un vento burrascoso che sollevò i suoi flutti.

Salmi 147, 15 – 18

[15] Manda sulla terra la sua parola,

il suo messaggio corre veloce.

[16] Fa scendere la neve come lana,

come polvere sparge la brina.

[17] Getta come briciole la grandine,

di fronte al suo gelo chi resiste?

[18] Manda una sua parola ed ecco si scioglie,

fa soffiare il vento e scorrono le acque.

Giobbe 37, 5 – 13

[5] mirabilmente tuona Dio con la sua voce

opera meraviglie che non comprendiamo!

[6] Egli infatti dice alla neve: “Cadi sulla terra”

e alle piogge dirotte: “Siate violente”.

[7] Rinchiude ogni uomo in casa sotto sigillo,

perché tutti riconoscano la sua opera.

[8] Le fiere si ritirano nei loro ripari

e nelle loro tane si accovacciano.

[9] Dal mezzogiorno avanza l’uragano

e il freddo dal settentrione.

[10] Al soffio di Dio si forma il ghiaccio

e la distesa dell’acqua si congela.

[11] Carica di umidità le nuvole

e le nubi ne diffondono le folgori.

[12] Egli le fa vagare dappertutto

secondo i suoi ordini,

perché eseguiscano quanto comanda loro

sul mondo intero.

[13] Le manda o per castigo della terra

o in segno di bontà.

Siracide 39, 17.31

[17] Alla sua parola l’acqua si ferma come un cumulo,

a un suo detto si aprono i serbatoi delle acque.

[31] Esulteranno al comando divino;

sono pronte sulla terra per tutti i bisogni.

A tempo opportuno non trasgrediranno la parola.

Deuteronomio 8, 3

[3] Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.

Isaia 40, 8

[8] Secca l’erba, appassisce il fiore,

ma la parola del nostro Dio dura sempre.

Veramente il popolo è come l’erba.

Daniele 9

[1] Nell’anno primo di Dario figlio di Serse, della progenie dei Medi, il quale era stato costituito re sopra il regno dei Caldei,

[2] nel primo anno del suo regno, io Daniele tentavo di comprendere nei libri il numero degli anni di cui il Signore aveva parlato al profeta Geremia e nei quali si dovevano compiere le desolazioni di Gerusalemme, cioè settant’anni.

[3] Mi rivolsi al Signore Dio per pregarlo e supplicarlo con il digiuno, veste di sacco e cenere

[4] e feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio: “Signore Dio, grande e tremendo, che osservi l’alleanza e la benevolenza verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti,

[5] abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!

[6] Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali hanno in tuo nome parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.

[7] A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene ancor oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i misfatti che hanno commesso contro di te.

[8] Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te;

[9] al Signore Dio nostro la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui,

[10] non abbiamo ascoltato la voce del Signore Dio nostro, né seguito quelle leggi che egli ci aveva date per mezzo dei suoi servi, i profeti.

[11] Tutto Israele ha trasgredito la tua legge, s’è allontanato per non ascoltare la tua voce; così si è riversata su di noi l’esecrazione scritta nella legge di Mosè, servo di Dio, perché abbiamo peccato contro di lui.

[12] Egli ha messo in atto quelle parole che aveva pronunziate contro di noi e i nostri governanti, mandando su di noi un male così grande quale mai, sotto il cielo, era venuto a Gerusalemme.

[13] Tutto questo male è venuto su di noi, proprio come sta scritto nella legge di Mosè. Tuttavia noi non abbiamo supplicato il Signore Dio nostro, convertendoci dalle nostre iniquità e seguendo la tua verità.

[14] Il Signore ha vegliato sopra questo male, l’ha mandato su di noi, poiché il Signore Dio nostro è giusto in tutte le cose che fa, mentre noi non abbiamo ascoltato la sua voce.

[15] Signore Dio nostro, che hai fatto uscire il tuo popolo dall’Egitto con mano forte e ti sei fatto un nome, come è oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo agito da empi.

[16] Signore, secondo la tua misericordia, si plachi la tua ira e il tuo sdegno verso Gerusalemme, tua città, verso il tuo monte santo, poiché per i nostri peccati e per l’iniquità dei nostri padri Gerusalemme e il tuo popolo sono oggetto di vituperio presso quanti ci stanno intorno.

[17] Ora ascolta, Dio nostro, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per amor tuo, o Signore, fà risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario, che è desolato.

[18] Porgi l’orecchio, mio Dio, e ascolta: apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni e la città sulla quale è stato invocato il tuo nome! Non presentiamo le nostre suppliche davanti a te, basate sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia.

[19] Signore, ascolta; Signore, perdona; Signore, guarda e agisci senza indugio, per amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo nome è stato invocato sulla tua città e sul tuo popolo”.

[20] Mentre io stavo ancora parlando e pregavo e confessavo il mio peccato e quello del mio popolo Israele e presentavo la supplica al Signore Dio mio per il monte santo del mio Dio,

[21] mentre dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era l’ora dell’offerta della sera.

[22] Egli mi rivolse questo discorso: “Daniele, sono venuto per istruirti e farti comprendere.

[23] Fin dall’inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io sono venuto per annunziartela, poiché tu sei un uomo prediletto. Ora stà attento alla parola e comprendi la visione:

[24] Settanta settimane sono fissate

per il tuo popolo e per la tua santa città

per mettere fine all’empietà,

mettere i sigilli ai peccati, espiare l’iniquità,

portare una giustizia eterna,

suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei

santi.

[25] Sappi e intendi bene,

da quando uscì la parola

sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme

fino a un principe consacrato,

vi saranno sette settimane.

Durante sessantadue settimane

saranno restaurati, riedificati piazze e fossati,

e ciò in tempi angosciosi.

[26] Dopo sessantadue settimane,

un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui;

il popolo di un principe che verrà

distruggerà la città e il santuario;

la sua fine sarà un’inondazione e, fino alla fine,

guerra e desolazioni decretate.

[27] Egli stringerà una forte alleanza con molti

per una settimana e, nello spazio di metà settimana,

farà cessare il sacrificio e l’offerta;

sull’ala del tempio porrà l’abominio della

desolazione

e ciò sarà sino alla fine,

fino al termine segnato sul devastatore”.

===============================================

Lednica 2010 “Ascolta Israele”

———

Uso di:

 – La Bibbia.

 – Dizionario di Teologia Biblica.

 – Internet.

  http://it.wikipedia.org/wiki/File:Divina_Misericordia_(Eugeniusz_Kazimirowski,_1934).jpg

Bibbia

Esodo 20, 1 – 17[1] Dio allora pronunciò tutte queste parole:
[2] “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù:
[3] non avrai altri dei di fronte a me.
[4] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. [5] Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano,
[6] ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.
[7] Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
[8] Ricordati del giorno di sabato per santificarlo:
[9] sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro;
[10] ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te.
[11] Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.
[12] Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio.
[13] Non uccidere.
[14] Non commettere adulterio.
[15] Non rubare.
[16] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
[17] Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”.

Deuteronomio 5, 6 – 22[6] Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile.
[7] Non avere altri dei di fronte a me.
[8] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.
[9] Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano,
[10] ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.
[11] Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.
[12] Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato.
[13] Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro,
[14] ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te.
[15] Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato.
[16] Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sii felice nel paese che il Signore tuo Dio ti dà.
[17] Non uccidere.
[18] Non commettere adulterio.
[19] Non rubare.
[20] Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
[21] Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.
[22] Queste parole pronunciò il Signore, parlando a tutta la vostra assemblea, sul monte, dal fuoco, dalla nube e dall’oscurità, con voce poderosa, e non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra e me le diede.

Esodo 34, 28[28] Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole.

Deuteronomio 4, 13[13] Egli vi annunciò la sua alleanza, che vi comandò di osservare, cioè i dieci comandamenti, e li scrisse su due tavole di pietra.

Deuteronomio 10, 4[4] Il Signore scrisse su quelle tavole la stessa iscrizione di prima, cioè i dieci comandamenti che il Signore aveva promulgati per voi sul monte, in mezzo al fuoco, il giorno dell’assemblea. Il Signore me li consegnò.

Esodo 20, 1[1] Dio allora pronunciò tutte queste parole:  (2)

Deuteronomio 4, 12[12] Il Signore vi parlò dal fuoco; voi udivate il suono delle parole ma non vedevate alcuna figura; vi era soltanto una voce.

Esodo 34, 10 – 28[10] Il Signore disse: “Ecco io stabilisco un’alleanza: in presenza di tutto il tuo popolo io farò meraviglie, quali non furono mai compiute in nessun paese e in nessuna nazione: tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l’opera del Signore, perché terribile è quanto io sto per fare con te.
[11] Osserva dunque ciò che io oggi ti comando. Ecco io scaccerò davanti a te l’Amorreo, il Cananeo, l’Hittita, il Perizzita, l’Eveo e il Gebuseo.
[12] Guardati bene dal far alleanza con gli abitanti del paese nel quale stai per entrare, perché ciò non diventi una trappola in mezzo a te.
[13] Anzi distruggerete i loro altari, spezzerete le loro stele e taglierete i loro pali sacri.
[14] Tu non devi prostrarti ad altro Dio, perché il Signore si chiama Geloso: egli è un Dio geloso.
[15] Non fare alleanza con gli abitanti di quel paese, altrimenti, quando si prostituiranno ai loro dei e faranno sacrifici ai loro dei, inviteranno anche te: tu allora mangeresti le loro vittime sacrificali.
[16] Non prendere per mogli dei tuoi figli le loro figlie, altrimenti, quando esse si prostituiranno ai loro dei, indurrebbero anche i tuoi figli a prostituirsi ai loro dei.
[17] Non ti farai un dio di metallo fuso.
[18] Osserverai la festa degli azzimi. Per sette giorni mangerai pane azzimo, come ti ho comandato, nel tempo stabilito del mese di Abib; perché nel mese di Abib sei uscito dall’Egitto.
[19] Ogni essere che nasce per primo dal seno materno è mio: ogni tuo capo di bestiame maschio, primogenito del bestiame grosso e minuto.
[20] Il primogenito dell’asino riscatterai con un altro capo di bestiame e, se non lo vorrai riscattare, gli spaccherai la nuca. Ogni primogenito dei tuoi figli lo dovrai riscattare. Nessuno venga davanti a me a mani vuote.
[21] Per sei giorni lavorerai, ma nel settimo riposerai; dovrai riposare anche nel tempo dell’aratura e della mietitura.
[22] Celebrerai anche la festa della settimana, la festa cioè delle primizie della mietitura del frumento e la festa del raccolto al volgere dell’anno.
[23] Tre volte all’anno ogni tuo maschio compaia alla presenza del Signore Dio, Dio d’Israele.
[24] Perché io scaccerò le nazioni davanti a te e allargherò i tuoi confini; così quando tu, tre volte all’anno, salirai per comparire alla presenza del Signore tuo Dio, nessuno potrà desiderare di invadere il tuo paese.
[25] Non sacrificherai con pane lievitato il sangue della mia vittima sacrificale; la vittima sacrificale della festa di pasqua non dovrà rimanere fino alla mattina.
[26] Porterai alla casa del Signore, tuo Dio, la primizia dei primi prodotti della tua terra. Non cuocerai un capretto nel latte di sua madre”.
[27] Il Signore disse a Mosè: “Scrivi queste parole, perché sulla base di queste parole io ho stabilito un’alleanza con te e con Israele”.
[28] Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell’alleanza, le dieci parole.

Proverbi 18, 13;[13] Chi risponde prima di avere ascoltato mostra stoltezza a propria confusione.

Proverbi 16, 20[20] Chi è prudente nella parola troverà il bene e chi confida nel Signore è beato.

Salmi 119[1] Alleluia. Beato l’uomo di integra condotta, che cammina nella legge del Signore.
[2] Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti e lo cerca con tutto il cuore.
[3] Non commette ingiustizie, cammina per le sue vie.
[4] Tu hai dato i tuoi precetti perché siano osservati fedelmente.
[5] Siano diritte le mie vie, nel custodire i tuoi decreti.
[6] Allora non dovrò arrossire se avrò obbedito ai tuoi comandi.
[7] Ti loderò con cuore sincero quando avrò appreso le tue giuste sentenze.
[8] Voglio osservare i tuoi decreti: non abbandonarmi mai.
[9] Come potrà un giovane tenere pura la sua via? Custodendo le tue parole.
[10] Con tutto il cuore ti cerco: non farmi deviare dai tuoi precetti.
[11] Conservo nel cuore le tue parole per non offenderti con il peccato.
[12] Benedetto sei tu, Signore; mostrami il tuo volere.
[13] Con le mie labbra ho enumerato tutti i giudizi della tua bocca.
[14] Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia più che in ogni altro bene.
[15] Voglio meditare i tuoi comandamenti, considerare le tue vie.
[16] Nella tua volontà è la mia gioia; mai dimenticherò la tua parola.
[17] Sii buono con il tuo servo e avrò vita, custodirò la tua parola.
[18] Aprimi gli occhi perché io veda le meraviglie della tua legge.
[19] Io sono straniero sulla terra, non nascondermi i tuoi comandi.
[20] Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti in ogni tempo.
[21] Tu minacci gli orgogliosi; maledetto chi devìa dai tuoi decreti.
[22] Allontana da me vergogna e disprezzo, perché ho osservato le tue leggi.
[23] Siedono i potenti, mi calunniano, ma il tuo servo medita i tuoi decreti.
[24] Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, miei consiglieri i tuoi precetti.
[25] Io sono prostrato nella polvere; dammi vita secondo la tua parola.
[26] Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto; insegnami i tuoi voleri.
[27] Fammi conoscere la via dei tuoi precetti e mediterò i tuoi prodigi.
[28] Io piango nella tristezza; sollevami secondo la tua promessa.
[29] Tieni lontana da me la via della menzogna, fammi dono della tua legge.
[30] Ho scelto la via della giustizia, mi sono proposto i tuoi giudizi.
[31] Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore, che io non resti confuso.
[32] Corro per la via dei tuoi comandamenti, perché hai dilatato il mio cuore.
[33] Indicami, Signore, la via dei tuoi decreti e la seguirò sino alla fine.
[34] Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge e la custodisca con tutto il cuore.
[35] Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi, perché in esso è la mia gioia.
[36] Piega il mio cuore verso i tuoi insegnamenti e non verso la sete del guadagno.
[37] Distogli i miei occhi dalle cose vane, fammi vivere sulla tua via.
[38] Con il tuo servo sii fedele alla parola che hai data, perché ti si tema.
[39] Allontana l’insulto che mi sgomenta, poiché i tuoi giudizi sono buoni.
[40] Ecco, desidero i tuoi comandamenti; per la tua giustizia fammi vivere.
[41] Venga a me, Signore, la tua grazia, la tua salvezza secondo la tua promessa;
[42] a chi mi insulta darò una risposta, perché ho fiducia nella tua parola.
[43] Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, perché confido nei tuoi giudizi.
[44] Custodirò la tua legge per sempre, nei secoli, in eterno.
[45] Sarò sicuro nel mio cammino, perché ho ricercato i tuoi voleri.
[46] Davanti ai re parlerò della tua alleanza senza temere la vergogna.
[47] Gioirò per i tuoi comandi che ho amati.
[48] Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, mediterò le tue leggi.
[49] Ricorda la promessa fatta al tuo servo, con la quale mi hai dato speranza.
[50] Questo mi consola nella miseria: la tua parola mi fa vivere.
[51] I superbi mi insultano aspramente, ma non devìo dalla tua legge.
[52] Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore, e ne sono consolato.
[53] M’ha preso lo sdegno contro gli empi che abbandonano la tua legge.
[54] Sono canti per me i tuoi precetti, nella terra del mio pellegrinaggio.
[55] Ricordo il tuo nome lungo la notte e osservo la tua legge, Signore.
[56] Tutto questo mi accade perché ho custodito i tuoi precetti.
[57] La mia sorte, ho detto, Signore, è custodire le tue parole.
[58] Con tutto il cuore ti ho supplicato, fammi grazia secondo la tua promessa.
[59] Ho scrutato le mie vie, ho rivolto i miei passi verso i tuoi comandamenti.
[60] Sono pronto e non voglio tardare a custodire i tuoi decreti.
[61] I lacci degli empi mi hanno avvinto, ma non ho dimenticato la tua legge.
[62] Nel cuore della notte mi alzo a renderti lode per i tuoi giusti decreti.
[63] Sono amico di coloro che ti sono fedeli e osservano i tuoi precetti.
[64] Del tuo amore, Signore, è piena la terra; insegnami il tuo volere.
[65] Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, secondo la tua parola.
[66] Insegnami il senno e la saggezza, perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.
[67] Prima di essere umiliato andavo errando, ma ora osservo la tua parola.
[68] Tu sei buono e fai il bene, insegnami i tuoi decreti.
[69] Mi hanno calunniato gli insolenti, ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.
[70] Torpido come il grasso è il loro cuore, ma io mi diletto della tua legge.
[71] Bene per me se sono stato umiliato, perché impari ad obbedirti.
[72] La legge della tua bocca mi è preziosa più di mille pezzi d’oro e d’argento.
[73] Le tue mani mi hanno fatto e plasmato; fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
[74] I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, perché ho sperato nella tua parola.
[75] Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi e con ragione mi hai umiliato.
[76] Mi consoli la tua grazia, secondo la tua promessa al tuo servo.
[77] Venga su di me la tua misericordia e avrò vita, poiché la tua legge è la mia gioia.
[78] Siano confusi i superbi che a torto mi opprimono; io mediterò la tua legge.
[79] Si volgano a me i tuoi fedeli e quelli che conoscono i tuoi insegnamenti.
[80] Sia il mio cuore integro nei tuoi precetti, perché non resti confuso.
[81] Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, spero nella tua parola.
[82] Si consumano i miei occhi dietro la tua promessa, mentre dico: “Quando mi darai conforto?”.
[83] Io sono come un otre esposto al fumo, ma non dimentico i tuoi insegnamenti.
[84] Quanti saranno i giorni del tuo servo? Quando farai giustizia dei miei persecutori?
[85] Mi hanno scavato fosse gli insolenti che non seguono la tua legge.
[86] Verità sono tutti i tuoi comandi; a torto mi perseguitano: vieni in mio aiuto.
[87] Per poco non mi hanno bandito dalla terra, ma io non ho abbandonato i tuoi precetti.
[88] Secondo il tuo amore fammi vivere e osserverò le parole della tua bocca.
[89] La tua parola, Signore, è stabile come il cielo.
[90] La tua fedeltà dura per ogni generazione; hai fondato la terra ed essa è salda.
[91] Per tuo decreto tutto sussiste fino ad oggi, perché ogni cosa è al tuo servizio.
[92] Se la tua legge non fosse la mia gioia, sarei perito nella mia miseria.
[93] Mai dimenticherò i tuoi precetti: per essi mi fai vivere.
[94] Io sono tuo: salvami, perché ho cercato il tuo volere.
[95] Gli empi mi insidiano per rovinarmi, ma io medito i tuoi insegnamenti.
[96] Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, ma la tua legge non ha confini.
[97] Quanto amo la tua legge, Signore; tutto il giorno la vado meditando. [98] Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, perché sempre mi accompagna.
[99] Sono più saggio di tutti i miei maestri, perché medito i tuoi insegnamenti.
[100] Ho più senno degli anziani, perché osservo i tuoi precetti.
[101] Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, per custodire la tua parola.
[102] Non mi allontano dai tuoi giudizi, perché sei tu ad istruirmi.
[103] Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: più del miele per la mia bocca.
[104] Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, per questo odio ogni via di menzogna.
[105] Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.
[106] Ho giurato, e lo confermo, di custodire i tuoi precetti di giustizia.
[107] Sono stanco di soffrire, Signore, dammi vita secondo la tua parola.
[108] Signore, gradisci le offerte delle mie labbra, insegnami i tuoi giudizi.
[109] La mia vita è sempre in pericolo, ma non dimentico la tua legge.
[110] Gli empi mi hanno teso i loro lacci, ma non ho deviato dai tuoi precetti.
[111] Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti, sono essi la gioia del mio cuore.
[112] Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti, in essi è la mia ricompensa per sempre.
[113] Detesto gli animi incostanti, io amo la tua legge.
[114] Tu sei mio rifugio e mio scudo, spero nella tua parola.
[115] Allontanatevi da me o malvagi, osserverò i precetti del mio Dio.
[116] Sostienimi secondo la tua parola e avrò vita, non deludermi nella mia speranza.
[117] Sii tu il mio aiuto e sarò salvo, gioirò sempre nei tuoi precetti.
[118] Tu disprezzi chi abbandona i tuoi decreti, perché la sua astuzia è fallace.
[119] Consideri scorie tutti gli empi della terra, perciò amo i tuoi insegnamenti.
[120] Tu fai fremere di spavento la mia carne, io temo i tuoi giudizi.
[121] Ho agito secondo diritto e giustizia; non abbandonarmi ai miei oppressori.
[122] Assicura il bene al tuo servo; non mi opprimano i superbi.
[123] I miei occhi si consumano nell’attesa della tua salvezza e della tua parola di giustizia.
[124] Agisci con il tuo servo secondo il tuo amore e insegnami i tuoi comandamenti.
[125] Io sono tuo servo, fammi comprendere e conoscerò i tuoi insegnamenti.
[126] È tempo che tu agisca, Signore; hanno violato la tua legge.
[127] Perciò amo i tuoi comandamenti più dell’oro, più dell’oro fino.
[128] Per questo tengo cari i tuoi precetti e odio ogni via di menzogna.
[129] Meravigliosa è la tua alleanza, per questo le sono fedele.
[130] La tua parola nel rivelarsi illumina, dona saggezza ai semplici.
[131] Apro anelante la bocca, perché desidero i tuoi comandamenti.
[132] Volgiti a me e abbi misericordia, tu che sei giusto per chi ama il tuo nome.
[133] Rendi saldi i miei passi secondo la tua parola e su di me non prevalga il male.
[134] Salvami dall’oppressione dell’uomo e obbedirò ai tuoi precetti.
[135] Fà risplendere il volto sul tuo servo e insegnami i tuoi comandamenti.
[136] Fiumi di lacrime mi scendono dagli occhi, perché non osservano la tua legge.
[137] Tu sei giusto, Signore, e retto nei tuoi giudizi.
[138] Con giustizia hai ordinato le tue leggi e con fedeltà grande.
[139] Mi divora lo zelo della tua casa, perché i miei nemici dimenticano le tue parole.
[140] Purissima è la tua parola, il tuo servo la predilige.
[141] Io sono piccolo e disprezzato, ma non trascuro i tuoi precetti.
[142] La tua giustizia è giustizia eterna e verità è la tua legge.
[143] Angoscia e affanno mi hanno colto, ma i tuoi comandi sono la mia gioia.
[144] Giusti sono i tuoi insegnamenti per sempre, fammi comprendere e avrò la vita.
[145] T’invoco con tutto il cuore, Signore, rispondimi; custodirò i tuoi precetti.
[146] Io ti chiamo, salvami, e seguirò i tuoi insegnamenti.
[147] Precedo l’aurora e grido aiuto, spero sulla tua parola.
[148] I miei occhi prevengono le veglie per meditare sulle tue promesse.
[149] Ascolta la mia voce, secondo la tua grazia; Signore, fammi vivere secondo il tuo giudizio.
[150] A tradimento mi assediano i miei persecutori, sono lontani dalla tua legge.
[151] Ma tu, Signore, sei vicino, tutti i tuoi precetti sono veri.
[152] Da tempo conosco le tue testimonianze che hai stabilite per sempre.
[153] Vedi la mia miseria, salvami, perché non ho dimenticato la tua legge.
[154] Difendi la mia causa, riscattami, secondo la tua parola fammi vivere.
[155] Lontano dagli empi è la salvezza, perché non cercano il tuo volere.
[156] Le tue misericordie sono grandi, Signore, secondo i tuoi giudizi fammi vivere.
[157] Sono molti i persecutori che mi assalgono, ma io non abbandono le tue leggi.
[158] Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, perché non custodiscono la tua parola.
[159] Vedi che io amo i tuoi precetti, Signore, secondo la tua grazia dammi vita.
[160] La verità è principio della tua parola, resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.
[161] I potenti mi perseguitano senza motivo, ma il mio cuore teme le tue parole.
[162] Io gioisco per la tua promessa, come uno che trova grande tesoro.
[163] Odio il falso e lo detesto, amo la tua legge.
[164] Sette volte al giorno io ti lodo per le sentenze della tua giustizia.
[165] Grande pace per chi ama la tua legge, nel suo cammino non trova inciampo.
[166] Aspetto da te la salvezza, Signore, e obbedisco ai tuoi comandi.
[167] Io custodisco i tuoi insegnamenti e li amo sopra ogni cosa.
[168] Osservo i tuoi decreti e i tuoi insegnamenti: davanti a te sono tutte le mie vie.
[169] Giunga il mio grido fino a te, Signore, fammi comprendere secondo la tua parola.
[170] Venga al tuo volto la mia supplica, salvami secondo la tua promessa.
[171] Scaturisca dalle mie labbra la tua lode, poiché mi insegni i tuoi voleri.
[172] La mia lingua canti le tue parole, perché sono giusti tutti i tuoi comandamenti.
[173] Mi venga in aiuto la tua mano, poiché ho scelto i tuoi precetti.
[174] Desidero la tua salvezza, Signore, e la tua legge è tutta la mia gioia.
[175] Possa io vivere e darti lode, mi aiutino i tuoi giudizi.
[176] Come pecora smarrita vado errando; cerca il tuo servo, perché non ho dimenticato i tuoi comandamenti.

Esodo 20, 2[2] “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: (3)

Esodo 3, 13 – 15[13] Mosè disse a Dio: “Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?”.
[14] Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono!”. Poi disse: “Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi”.
[15] Dio aggiunse a Mosè: “Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione.

Deuteronomio 6, 4[4] Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.

Giosuè 24, 2 – 13[2] Giosuè disse a tutto il popolo: “Dice il Signore, Dio d’Israele: I vostri padri, come Terach padre di Abramo e padre di Nacor, abitarono dai tempi antichi oltre il fiume e servirono altri dei.
[3] Io presi il padre vostro Abramo da oltre il fiume e gli feci percorrere tutto il paese di Cànaan; moltiplicai la sua discendenza e gli diedi Isacco.
[4] Ad Isacco diedi Giacobbe ed Esaù e assegnai ad Esaù il possesso delle montagne di Seir; Giacobbe e i suoi figli scesero in Egitto.
[5] Poi mandai Mosè e Aronne e colpii l’Egitto con i prodigi che feci in mezzo ad esso; dopo vi feci uscire.
[6] Feci dunque uscire dall’Egitto i vostri padri e voi arrivaste al mare. Gli Egiziani inseguirono i vostri padri con carri e cavalieri fino al Mare Rosso.
[7] Quelli gridarono al Signore ed egli pose fitte tenebre fra voi e gli Egiziani; poi spinsi sopra loro il mare, che li sommerse; i vostri occhi videro ciò che io avevo fatto agli Egiziani. Dimoraste lungo tempo nel deserto.
[8] Io vi condussi poi nel paese degli Amorrèi, che abitavano oltre il Giordano; essi combatterono contro di voi e io li misi in vostro potere; voi prendeste possesso del loro paese e io li distrussi dinanzi a voi.
[9] Poi sorse Balak, figlio di Zippor, re di Moab, per muover guerra a Israele; mandò a chiamare Balaam, figlio di Beor, perché vi maledicesse;
[10] ma io non volli ascoltare Balaam; egli dovette benedirvi e vi liberai dalle mani di Balak.
[11] Passaste il Giordano e arrivaste a Gerico. Gli abitanti di Gerico, gli Amorrèi, i Perizziti, i Cananei, gli Hittiti, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei combatterono contro di voi e io li misi in vostro potere.
[12] Mandai avanti a voi i calabroni, che li scacciarono dinanzi a voi, com’era avvenuto dei due re amorrèi: ma ciò non avvenne per la vostra spada, né per il vostro arco.
[13] Vi diedi una terra, che voi non avevate lavorata, e abitate in città, che voi non avete costruite, e mangiate i frutti delle vigne e degli oliveti, che non avete piantati.

Sapienza 10
[1] Essa protesse il padre del mondo, formato per primo da Dio, quando fu creato solo; poi lo liberò dalla sua caduta
[2] e gli diede la forza per dominare su tutte le cose.
[3] Ma un ingiusto, allontanatosi da essa nella sua collera perì per il suo furore fratricida.
[4] A causa sua la terra fu sommersa, ma la sapienza di nuovo la salvò pilotando il giusto e per mezzo di un semplice legno.
[5] Essa, quando le genti furono confuse, concordi soltanto nella malvagità, riconobbe il giusto e lo conservò davanti a Dio senza macchia e lo mantenne forte nonostante la sua tenerezza per il figlio.
[6] E mentre perivano gli empi, salvò un giusto, che fuggiva il fuoco caduto sulle cinque città.
[7] Quale testimonianza di quella gente malvagia esiste ancora una terra desolata, fumante insieme con alberi che producono frutti immaturi e a memoria di un’anima incredula, s’innalza una colonna di sale.
[8] Allontanandosi dalla sapienza, non solo ebbero il danno di non conoscere il bene, ma lasciarono anche ai viventi un ricordo di insipienza, perché le loro colpe non rimanessero occulte.
[9] Ma la sapienza liberò i suoi devoti dalle sofferenze:
[10] essa condusse per diritti sentieri il giusto in fuga dall’ira del fratello, gli mostrò il regno di Dio e gli diede la conoscenza delle cose sante; gli diede successo nelle sue fatiche e moltiplicò i frutti del suo lavoro.
[11] Lo assistette contro l’avarizia dei suoi avversari e lo fece ricco;
[12] lo custodì dai nemici, lo protesse da chi lo insidiava, gli assegnò la vittoria in una lotta dura, perché sapesse che la pietà è più potente di tutto.
[13] Essa non abbandonò il giusto venduto, ma lo preservò dal peccato.
[14] Scese con lui nella prigione, non lo abbandonò mentre era in catene, finché gli procurò uno scettro regale e potere sui propri avversari, smascherò come mendaci i suoi accusatori e gli diede una gloria eterna.
[15] Essa liberò un popolo santo e una stirpe senza macchia da una nazione di oppressori.
[16] Entro nell’anima di un servo del Signore e si oppose con prodigi e con segni a terribili re.
[17] Diede ai santi la ricompensa delle loro pene, li guidò per una strada meravigliosa, divenne loro riparo di giorno e luce di stelle nella notte.
[18] Fece loro attraversare il Mar Rosso, guidandoli attraverso molte acque;
[19] sommerse invece i loro nemici e li rigettò dal fondo dell’abisso.
[20] Per questo i giusti spogliarono gli empi e celebrarono, Signore, il tuo nome santo e lodarono concordi la tua mano protettrice,
[21] perché la sapienza aveva aperto la bocca dei muti e aveva sciolto la lingua degli infanti.

Sapienza 11[1] Essa fece riuscire le loro imprese per mezzo di un santo profeta:
[2] attraversarono un deserto inospitale, fissarono le tende in terreni impraticabili,
[3] resistettero agli avversari, respinsero i nemici.
[4] Quando ebbero sete, ti invocarono e fu data loro acqua da una rupe scoscesa, rimedio contro la sete da una dura roccia.
[5] Ciò che era servito a punire i loro nemici, nel bisogno fu per loro un beneficio.
[6] Invece della corrente di un fiume perenne, sconvolto da putrido sangue
[7] in punizione di un decreto infanticida, tu desti loro inaspettatamente acqua abbondante,
[8] mostrando per la sete di allora, come avevi punito i loro avversari.
[9] Difatti, messi alla prova, sebbene puniti con misericordia, compresero quali tormenti avevan sofferto gli empi, giudicati nella collera,
[10] perché tu provasti gli uni come un padre che corregge, mentre vagliasti gli altri come un re severo che condanna.
[11] Lontani o vicini erano ugualmente tribolati,
[12] perché un duplice dolore li colse e un pianto per i ricordi del passato.
[13] Quando infatti seppero che dal loro castigo quegli altri ricevevano benefici, sentirono la presenza del Signore;
[14] poiché colui che avevano una volta esposto e quindi respinto con scherni, lo ammiravano alla fine degli eventi, dopo aver patito una sete ben diversa da quella dei giusti.
[15] Per i ragionamenti insensati della loro ingiustizia, da essi ingannati, venerarono rettili senza ragione e vili bestiole. Tu inviasti loro in castigo una massa di animali senza ragione,
[16] perché capissero che con quelle stesse cose per cui uno pecca, con esse è poi castigato.
[17] Certo, non aveva difficoltà la tua mano onnipotente, che aveva creato il mondo da una materia senza forma, a mandare loro una moltitudine di orsi e leoni feroci
[18] o belve ignote, create apposta, piene di furore, o sbuffanti un alito infuocato o esalanti vapori pestiferi o folgoranti con le terribili scintille degli occhi,
[19] bestie di cui non solo l’assalto poteva sterminarli, ma annientarli anche l’aspetto terrificante.
[20] Anche senza questo potevan soccombere con un soffio, perseguitati dalla giustizia e dispersi dallo spirito della tua potenza. Ma tu hai tutto disposto con misura, calcolo e peso.
[21] Prevalere con la forza ti è sempre possibile; chi potrà opporsi al potere del tuo braccio?
[22] Tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia, come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.
[23] Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento.
[24] Poiché tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata.
[25] Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l’avessi chiamata all’esistenza?
[26] Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita,

Sapienza 12[1] poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.
[2] Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore.
[3] Tu odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa,
[4] perché compivano delitti ripugnanti, pratiche di magìa e riti sacrileghi.
[5] Questi spietati uccisori dei loro figli, divoratori di visceri in banchetti di carne umana, iniziati in orgiastici riti,
[6] genitori carnefici di vite indifese, tu li hai voluti distruggere per mano dei nostri antenati,
[7] perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio la regione da te stimata più di ogni altra.
[8] Ma anche con loro, perché uomini, fosti indulgente mandando loro le vespe come avanguardie del tuo esercito, perché li distruggessero a poco a poco.
[9] Pur potendo in battaglia dare gli empi in mano dei giusti, oppure distruggerli con bestie feroci o all’istante con un ordine inesorabile,
[10] colpendoli invece a poco a poco, lasciavi posto al pentimento, sebbene tu non ignorassi che la loro razza era perversa e la loro malvagità naturale e che la loro mentalità non sarebbe mai cambiata,
[11] perché era una stirpe maledetta fin da principio. Non certo per timore di alcuno lasciavi impunite le loro colpe.
[12] E chi potrebbe domandarti: “Che hai fatto?”, o chi potrebbe opporsi a una tua sentenza? Chi oserebbe accusarti per l’eliminazione di genti da te create? Chi si potrebbe costituire contro di te come difensore di uomini ingiusti?
[13] Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose, perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto.
[14] Né un re né un tiranno potrebbe affrontarti in difesa di quelli che hai punito.
[15] Essendo giusto, governi tutto con giustizia. Condannare chi non merita il castigo lo consideri incompatibile con la tua potenza.
[16] La tua forza infatti è principio di giustizia; il tuo dominio universale ti rende indulgente con tutti.
[17] Mostri la forza se non si crede nella tua onnipotenza e reprimi l’insolenza in coloro che la conoscono.
[18] Tu, padrone della forza, giudichi con mitezza; ci governi con molta indulgenza, perché il potere lo eserciti quando vuoi.
[19] Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini; inoltre hai reso i tuoi figli pieni di dolce speranza perché tu concedi dopo i peccati la possibilità di pentirsi.
[20] Se gente nemica dei tuoi figli e degna di morte tu hai punito con tanto riguardo e indulgenza, concedendole tempo e modo per ravvedersi dalla sua malvagità,
[21] con quanta attenzione hai castigato i tuoi figli, con i cui padri concludesti, giurando, alleanze di così buone promesse?
[22] Mentre dunque ci correggi, tu colpisci i nostri nemici in svariatissimi modi, perché nel giudicare riflettiamo sulla tua bontà e speriamo nella misericordia, quando siamo giudicati. Ancora gli Egiziani. La loro punizione è progressiva
[23] Perciò quanti vissero ingiustamente con stoltezza tu li hai tormentati con i loro stessi abomini.
[24] Essi s’erano allontanati troppo sulla via dell’errore, ritenendo dei i più abietti e i più ripugnanti animali, ingannati come bambini senza ragione.
[25] Per questo, come a fanciulli irragionevoli, hai mandato loro un castigo per derisione.
[26] Ma chi non si lascia correggere da castighi di derisione, sperimenterà un giudizio degno di Dio.
[27] Infatti, soffrendo per questi animali, si sdegnavano, perché puniti con gli stessi esseri che stimavano dei, e capirono e riconobbero il vero Dio, che prima non avevano voluto conoscere. Per questo si abbatté su di loro il supremo dei castighi.

Sapienza 13[1] Davvero stolti per natura tutti gli uomini che vivevano nell’ignoranza di Dio. e dai beni visibili non riconobbero colui che è, non riconobbero l’artefice, pur considerandone le opere.
[2] Ma o il fuoco o il vento o l’aria sottile o la volta stellata o l’acqua impetuosa o i luminari del cielo considerarono come dei, reggitori del mondo.
[3] Se, stupiti per la loro bellezza, li hanno presi per dei, pensino quanto è superiore il loro Signore, perché li ha creati lo stesso autore della bellezza.
[4] Se sono colpiti dalla loro potenza e attività, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati.
[5] Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l’
[6] Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi forse s’ingannano nella loro ricerca di Dio e nel volere trovarlo.
[7] Occupandosi delle sue opere, compiono indagini, ma si lasciano sedurre dall’apparenza, perché le cosa vedute sono tanto belle.
[8] Neppure costoro però sono scusabili,
[9] perché se tanto poterono sapere da scrutare l’universo, come mai non ne hanno trovato più presto il padrone?
[10] Infelici sono coloro le cui speranze sono in cose morte e che chiamarono dei i lavori di mani d’uomo, oro e argento lavorati con arte, e immagini di animali, oppure una pietra inutile, opera di mano antica.
[11] Se insomma un abile legnaiuolo, segato un albero maneggevole, ne raschia con diligenza tutta la scorza e, lavorando con abilità conveniente, ne forma un utensile per gli usi della vita;
[12] raccolti poi gli avanzi del suo lavoro, li consuma per prepararsi il cibo e si sazia.
[13] Quanto avanza ancora, buono proprio a nulla, legno distorto e pieno di nodi, lo prende e lo scolpisce per occupare il tempo libero; senza impegno, per diletto, gli dà una forma, lo fa simile a un’immagine umana
[14] oppure a quella di un vile animale. Lo vernicia con minio, ne colora di rosso la superficie e ricopre con la vernice ogni sua macchia;
[15] quindi, preparatagli una degna dimora, lo pone sul muro, fissandolo con un chiodo.
[16] Provvede perché non cada, ben sapendo che non è in grado di aiutarsi da sé; esso infatti è solo un’immagine e ha bisogno di aiuto.
[17] Eppure quando prega per i suoi beni, per le sue nozze e per i figli, non si vergogna di parlare a quell’oggetto inanimato; per la sua salute invoca un essere debole,
[18] per la sua vita prega un morto: per un aiuto supplica un essere inetto, per il suo viaggio chi non può neppure camminare;
[19] per acquisti, lavoro e successo negli affari, chiede abilità ad uno che è il più inabile di mani.

Sapienza 14[1] Anche chi si dispone a navigare e a solcare onde selvagge implora un legno più fragile della barca che lo porta.
[2] Questa, infatti, fu inventata dal desiderio di guadagni e fu costruita da una saggezza artigiana;
[3] ma la tua provvidenza, o Padre, la guida perché tu hai predisposto una strada anche nel mare, un sentiero sicuro anche fra le onde,
[4] mostrando che puoi salvare da tutto, sì che uno possa imbarcarsi anche senza esperienza.
[5] Tu non vuoi che le opere della tua sapienza siano inutili; per questo gli uomini affidano le loro vite anche a un minuscolo legno e, attraversando i flutti con una zattera, scampano.
[6] Anche in principio, mentre perivano giganti superbi, la speranza del mondo, rifugiatasi in una barca, lasciò al mondo la semenza di nuove generazioni, grazie alla tua mano che la guidava.
[7] È benedetto il legno con cui si compie un’opera giusta,
[8] ma maledetto l’idolo opera di mani e chi lo ha fatto; questi perché lo ha lavorato, quello perché, corruttibile, è detto dio. [9] Perché sono ugualmente in odio a Dio l’empio e la sua empietà;
[10] l’opera e l’artefice saranno ugualmente puniti.
[11] Perciò ci sarà un castigo anche per gli idoli dei pagani, perché fra le creature di Dio son divenuti un abominio, e scandalo per le anime degli uomini, laccio per i piedi degli stolti.
[12] L’invenzione degli idoli fu l’inizio della prostituzione, la loro scoperta portò la corruzione nella vita.
[13] Essi non esistevano al principio né mai esisteranno.
[14] Entrarono nel mondo per la vanità dell’uomo, per questo è stata decretata per loro una rapida fine.
[15] Un padre, consumato da un lutto prematuro, ordinò un’immagine di quel suo figlio così presto rapito, e onorò come un dio chi poco prima era solo un defunto ordinò ai suoi dipendenti riti misterici e di iniziazione.
[16] Poi l’empia usanza, rafforzatasi con il tempo, fu osservata come una legge.
[17] Le statue si adoravano anche per ordine dei sovrani: i sudditi, non potendo onorarli di persona a distanza, riprodotte con arte le sembianze lontane, fecero un’immagine visibile del re venerato, per adulare con zelo l’assente, quasi fosse presente.
[18] All’estensione del culto anche presso quanti non lo conoscevano, spinse l’ambizione dell’artista.
[19] Questi infatti, desideroso di piacere al potente, si sforzò con l’arte di renderne più bella l’immagine;
[20] il popolo, attratto dalla leggiadria dell’opera, considerò oggetto di culto colui che poco prima onorava come uomo.
[21] Ciò divenne un’insidia ai viventi, perché gli uomini, vittime della disgrazia o della tirannide, imposero a pietre o a legni un nome incomunicabile.
[22] Poi non bastò loro sbagliare circa la conoscenza di Dio; essi, pur vivendo in una grande guerra d’ignoranza, danno a sì grandi mali il nome di pace.
[23] Celebrando iniziazioni infanticide o misteri segreti, o banchetti orgiastici di strani riti
[24] non conservano più pure né vita né nozze e uno uccide l’altro a tradimento o l’affligge con l’adulterio.
[25] Tutto è una grande confusione: sangue e omicidio, furto e inganno, corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro;
[26] confusione dei buoni, ingratitudine per i favori, corruzione di anime, perversione sessuale, disordini matrimoniali, adulterio e dissolutezza.
[27] L’adorazione di idoli senza nome è principio, causa e fine di ogni male.
[28] Gli idolatri infatti o delirano nelle orge o sentenziano oracoli falsi o vivono da iniqui o spergiurano con facilità.
[29] Ponendo fiducia in idoli inanimati non si aspettano un castigo per avere giurato il falso.
[30] Ma, per l’uno e per l’altro motivo, li raggiungerà la giustizia, perché concepirono un’idea falsa di Dio, rivolgendosi agli idoli, e perché spergiurarono con frode, disprezzando la santità.
[31] Infatti non la potenza di coloro per i quali si giura, ma il castigo dovuto ai peccatori persegue sempre la trasgressione degli ingiusti.

Sapienza 15[1] Ma tu, nostro Dio, sei buono e fedele, sei paziente e tutto governi secondo misericordia.
[2] Anche se pecchiamo, siamo tuoi, conoscendo la tua potenza; ma non peccheremo più, sapendo che ti apparteniamo.
[3] Conoscerti, infatti, è giustizia perfetta, conoscere la tua potenza è radice di immortalità.
[4] Non ci indusse in errore né l’invenzione umana di un’arte perversa, né la sterile fatica dei pittori, immagini deturpate di vari colori,
[5] la cui vista provoca negli stolti il desiderio, l’anelito per una forma inanimata di un’immagine morta.
[6] Amanti del male e degni di simili speranze sono coloro che fanno, desiderano e venerano gli idoli.
[7] Un vasaio, impastando con fatica la terra molle, plasma per il nostro uso ogni sorta di vasi. Ma con il medesimo fango modella e i vasi che servono per usi decenti e quelli per usi contrari, tutti allo stesso modo; quale debba essere l’uso di ognuno di essi lo stabilisce il vasaio.
[8] Quindi con odiosa fatica plasma con il medesimo fango un dio vano, egli che, nato da poco dalla terra, tra poco ritornerà là da dove fu tratto, quando gli sarà richiesto l’uso fatto dell’anima sua.
[9] Ma egli non si preoccupa di morire né di avere una vita breve; anzi gareggia con gli orafi e con gli argentieri, imita i lavoratori del bronzo e ritiene un vanto plasmare cose false.
[10] Cenere è il suo cuore, la sua speranza più vile della terra, la sua vita più spregevole del fango,
[11] perché disconosce il suo creatore, colui che gli inspirò un’anima attiva e gli infuse uno spirito vitale.
[12] Ma egli considera un trastullo la nostra vita, l’esistenza un mercato lucroso. Egli dice: “Da tutto, anche dal male, si deve trarre profitto”.
[13] Costui infatti più di tutti sa di peccare, fabbricando di materia terrestre fragili vasi e statue.
[14] Ma sono tutti stoltissimi e più miserabili di un’anima infantile i nemici del tuo popolo, che lo hanno oppresso.
[15] Essi considerarono dei anche tutti gli idoli dei pagani, i quali non hanno né l’uso degli occhi per vedere, né narici per aspirare aria, né orecchie per sentire, né dita delle mani per palpare; e i loro piedi sono incapaci di camminare.
[16] Un uomo li ha fatti, li ha plasmati uno che ha avuto il respiro in prestito. Ora nessun uomo può plasmare un dio a lui simile;
[17] essendo mortale, una cosa morta produce con empie mani. Egli è sempre migliore degli oggetti che adora, rispetto a essi possiede la vita, ma quelli giammai
[18] Venerano gli animali più ripugnanti, che per stupidità al paragone risultan peggiori degli altri;
[19] non sono tanto belli da invogliarsene, come capita per l’aspetto di altri animali, e non hanno avuto la lode e la benedizione di Dio.

Sapienza 16[1] Per questo furon giustamente puniti con esseri simili e tormentati da numerose bestiole.
[2] Invece di tale castigo, tu beneficasti il tuo popolo; per appagarne il forte appetito gli preparasti un cibo di gusto squisito, le quaglie.
[3] Gli egiziani infatti, sebbene bramosi di cibo, disgustati dagli animali inviati contro di loro perdettero anche il naturale appetito; questi invece, dopo una breve privazione, gustarono un cibo squisito.
[4] Era necessario che a quegli avversari venisse addosso una carestia inevitabile e che a questi si mostrasse soltanto come erano tormentati i loro nemici.
[5] Quando infatti li assalì il terribile furore delle bestie e perirono per i morsi di tortuosi serpenti, la tua collera non durò sino alla fine.
[6] Per correzione furono spaventati per breve tempo, avendo già avuto un pegno di salvezza a ricordare loro i decreti della tua legge.
[7] Infatti chi si volgeva a guardarlo era salvato non da quel che vedeva, ma solo da te, salvatore di tutti.
[8] Anche con ciò convincesti i nostri nemici che tu sei colui che libera da ogni male.
[9] Gli egiziani infatti furono uccisi dai morsi di cavallette e di mosche, né si trovò un rimedio per la loro vita, meritando di essere puniti con tali mezzi.
[10] Invece contro i tuoi figli neppure i denti di serpenti velenosi prevalsero, perché intervenne la tua misericordia a guarirli.
[11] Perché ricordassero le tue parole, feriti dai morsi, erano subito guariti, per timore che, caduti in un profondo oblio, fossero esclusi dai tuoi benefici.
[12] Non li guarì né un’erba né un emolliente, ma la tua parola, o Signore, la quale tutto risana.
[13] Tu infatti hai potere sulla vita e sulla morte; conduci giù alle porte degli inferi e fai risalire.
[14] L’uomo può uccidere nella sua malvagità, ma non far tornare uno spirito già esalato, né liberare un’anima già accolta negli inferi.
[15] È impossibile sfuggire alla tua mano:
[16] gli empi, che rifiutavano di conoscerti, furono colpiti con la forza del tuo braccio, perseguitati da strane pioggie e da grandine, da acquazzoni travolgenti, e divorati dal fuoco.
[17] E, cosa più strana, l’acqua che tutto spegne ravvivava sempre più il fuoco: l’universo si fa alleato dei giusti.
[18] Talvolta la fiamma si attenuava per non bruciare gli animali inviati contro gli empi e per far loro comprendere a tal vista che erano incalzati dal giudizio di Dio.
[19] Altre volte anche in mezzo all’acqua la fiamma bruciava oltre la potenza del fuoco per distruggere i germogli di una terra iniqua.
[20] Invece sfamasti il tuo popolo con un cibo degli angeli, dal cielo offristi loro un pane già pronto senza fatica, capace di procurare ogni delizia e soddisfare ogni gusto.
[21] Questo tuo alimento manifestava la tua dolcezza verso i tuoi figli; esso si adattava al gusto di chi l’inghiottiva e si trasformava in ciò che ognuno desiderava.
[22] Neve e ghiaccio resistevano al fuoco senza sciogliersi, perché riconoscessero che i frutti dei nemici il fuoco distruggeva ardendo tra la grandine e folgoreggiando tra le piogge.
[23] Al contrario, perché si nutrissero i giusti, dimenticava perfino la propria virtù.
[24] La creazione infatti a te suo creatore obbedendo, si irrigidisce per punire gli ingiusti, ma s’addolcisce a favore di quanti confidano in te.
[25] Per questo anche allora, adattandosi a tutto, serviva alla tua liberalità che tutti alimenta, secondo il desiderio di chi era nel bisogno,
[26] perché i tuoi figli, che ami, o Signore, capissero che non le diverse specie di frutti nutrono l’uomo, ma la tua parola conserva coloro che credono in te.
[27] Ciò che infatti non era stato distrutto dal fuoco si scioglieva appena scaldato da un breve raggio di sole,
[28] perché fosse noto che si deve prevenire il sole per renderti grazie e pregarti allo spuntar della luce,
[29] poiché la speranza dell’ingrato si scioglierà come brina invernale e si disperderà come un’acqua inutilizzabile.

Sapienza 17[1] I tuoi giudizi sono grandi e difficili da spiegare, per questo le anime grossolane furono tratte in errore.
[2] Gli iniqui credendo di dominare il popolo santo, incatenati nelle tenebre e prigionieri di una lunga notte, chiusi nelle case, giacevano esclusi dalla provvidenza eterna.
[3] Credendo di restar nascosti con i loro peccati segreti, sotto il velo opaco dell’oblio, furono dispersi, colpiti da spavento terribile e tutti agitati da fantasmi.
[4] Neppure il nascondiglio in cui si trovavano li preservò dal timore, ma suoni spaventosi rimbombavano intorno a loro, fantasmi lugubri dai volti tristi apparivano.
[5] Nessun fuoco, per quanto intenso riusciva a far luce, neppure le luci splendenti degli astri riuscivano a rischiarare quella cupa notte.
[6] Appariva loro solo una massa di fuoco, improvvisa, spaventosa; atterriti da quella fugace visione, credevano ancora peggiori le cose viste.
[7] Fallivano i ritrovati della magìa, e la loro baldanzosa pretesa di sapienza.
[8] Promettevano di cacciare timori e inquietudini dall’anima malata, e cadevano malati per uno spavento ridicolo.
[9] Anche se nulla di spaventoso li atterriva, spaventati al passare delle bestiole e ai sibili dei rettili, morivano di tremore, rifiutando persino di guardare l’aria, a cui nessuno può sottrarsi.
[10] La malvagità condannata dalla propria testimonianza è qualcosa di vile e oppressa dalla coscienza presume sempre il peggio.
[11] Il timore infatti non è altro che rinunzia agli aiuti della ragione;
[12] quanto meno nell’intimo ci si aspetta da essi, tanto più grave si stima l’ignoranza della causa che produce il tormento.
[13] Ma essi durante tale notte davvero impotente, uscita dai recessi impenetrabili degli inferi senza potere, intorpiditi da un medesimo sonno,
[14] ora erano agitati da fantasmi mostruosi, ora paralizzati per l’abbattimento dell’anima; poiché un terrore improvviso e inaspettato si era riversato su di loro.
[15] Così chiunque, cadendo là dove si trovava, era custodito chiuso in un carcere senza serrami,
[16] fosse un agricoltore o un pastore o un operaio impegnato in lavori in luoghi solitari, sorpreso cadeva sotto la necessità ineluttabile, perché tutti eran legati dalla stessa catena di tenebre.
[17] Il sibilare del vento, il canto melodioso di uccelli tra folti rami, il mormorio di impetuosa acqua corrente, il cupo fragore di rocce cadenti,
[18] la corsa invisibile di animali imbizzarriti, le urla di crudelissime belve ruggenti, l’eco ripercossa delle cavità dei monti, tutto li paralizzava e li riempiva di terrore.
[19] Tutto il mondo era illuminato di luce splendente ed ognuno era dedito ai suoi lavori senza impedimento.
[20] Soltanto su di essi si stendeva una notte profonda, immagine della tenebra che li avrebbe avvolti; ma erano a se stessi più gravosi della tenebra.

Sapienza 18[1] Per i tuoi santi risplendeva una luce vivissima; essi invece, sentendone le voci, senza vederne l’aspetto. li proclamavan beati, ché non avevan come loro sofferto
[2] ed erano loro grati perché, offesi per primi, non facevano loro del male e imploravano perdono d’essere stati loro nemici.
[3] Invece delle tenebre desti loro una colonna di fuoco, come guida in un viaggio sconosciuto e come un sole innocuo per il glorioso emigrare.
[4] Eran degni di essere privati della luce e di essere imprigionati nelle tenebre quelli che avevano tenuto chiusi in carcere i tuoi figli, per mezzo dei quali la luce incorruttibile della legge doveva esser concessa al mondo.
[5] Poiché essi avevan deciso di uccidere i neonati dei santi – e un solo bambino fu esposto e salvato – per castigo eliminasti una moltitudine di loro figli e li facesti perire tutti insieme nell’acqua impetuosa.
[6] Quella notte fu preannunziata ai nostri padri, perché sapendo a quali promesse avevano creduto, stessero di buon animo.
[7] Il tuo popolo si attendeva la salvezza dei giusti come lo sterminio dei nemici.
[8] Difatti come punisti gli avversari, così ci rendesti gloriosi, chiamandoci a te.
[9] I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto e si imposero, concordi, questa legge divina: i santi avrebbero partecipato ugualmente ai beni e ai pericoli, intonando prima i canti di lode dei padri.
[10] Faceva eco il grido confuso dei nemici e si diffondeva il lamento di quanti piangevano i figli.
[11] Con la stessa pena lo schiavo era punito insieme con il padrone, il popolano soffriva le stesse pene del re.
[12] Tutti insieme, nello stesso modo, ebbero innumerevoli morti, e i vivi non bastavano a seppellirli perché in un istante perì la loro più nobile prole.
[13] Quelli rimasti increduli a tutto per via delle loro magie, alla morte dei primogeniti confessarono che questo popolo è figlio di Dio.
[14] Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo corso,
[15] la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio, portando, come spada affilata, il tuo ordine inesorabile.
[16] Fermatasi, riempì tutto di morte; toccava il cielo e camminava sulla terra.
[17] Allora improvvisi fantasmi di sogni terribili li atterrivano; timori impensabili piombarono su di loro.
[18] Cadendo mezzi morti qua e là, ognuno mostrava la causa della morte.
[19] I loro sogni terrificanti li avevano preavvisati, perché non morissero ignorando il motivo delle loro sofferenze.
[20] La prova della morte colpì anche i giusti e nel deserto ci fu strage di molti; ma l’ira non durò a lungo,
[21] perché un uomo incensurabile si affrettò a difenderli: prese le armi del suo ministero, la preghiera e il sacrificio espiatorio dell’incenso; si oppose alla collera e mise fine alla sciagura, mostrando che era tuo servitore.
[22] Egli superò l’ira divina non con la forza del corpo, né con l’efficacia delle armi; ma con la parola placò colui che castigava, ricordandogli i giuramenti e le alleanze dei padri.
[23] I morti eran caduti a mucchi gli uni sugli altri, quando egli, ergendosi lì in mezzo, arrestò l’ira e le tagliò la strada che conduceva verso i viventi.
[24] Sulla sua veste lunga fino ai piedi vi era tutto il mondo, i nomi gloriosi dei padri intagliati sui quattro ordini di pietre preziose e la tua maestà sulla corona della sua testa.
[25] Di fronte a questo lo sterminatore indietreggiò, ebbe paura, poiché un solo saggio della collera bastava.

Sapienza 19[1] Sugli empi si riversò sino alla fine uno sdegno implacabile, perché Dio prevedeva anche il loro futuro,
[2] che cioè, dopo aver loro permesso di andarsene e averli fatti in fretta partire, cambiato proposito, li avrebbero inseguiti.
[3] Mentre infatti erano ancora occupati nei lutti e piangevano sulle tombe dei morti, presero un’altra decisione insensata, e inseguirono come fuggitivi coloro che già avevan pregato di partire.
[4] Li spingeva a questo punto estremo un meritato destino, che li gettò nell’oblio delle cose avvenute, perché colmassero la punizione, che ancora mancava ai loro tormenti,
[5] e mentre il tuo popolo intraprendeva un viaggio straordinario, essi incorressero in una morte singolare.
[6] Tutta la creazione assumeva da capo, nel suo genere, nuova forma, obbedendo ai tuoi comandi, perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi.
[7] Si vide la nube coprire d’ombra l’accampamento, terra asciutta apparire dove prima c’era acqua, una strada libera aprirsi nel Mar Rosso e una verdeggiante pianura in luogo dei flutti violenti;
[8] per essa passò tutto il tuo popolo, i protetti della tua mano, spettatori di prodigi stupendi.
[9] Come cavalli alla pastura, come agnelli esultanti, cantavano inni a te, Signore, che li avevi liberati.
[10] Ricordavano ancora i fatti del loro esilio, come la terra, invece di bestiame, produsse zanzare, come il fiume, invece di pesci, riversò una massa di rane.
[11] Più tardi videro anche una nuova produzione di uccelli, quando, spinti dall’appetito, chiesero cibi delicati;
[12] poiché, per appagarli, salirono dal mare le quaglie.
[13] Sui peccatori invece caddero i castighi non senza segni premonitori di fulmini fragorosi; essi soffrirono giustamente per la loro malvagità, avendo nutrito un odio tanto profondo verso lo straniero.
[14] Altri non accolsero ospiti sconosciuti; ma costoro ridussero schiavi ospiti benemeriti.
[15] Non solo: ci sarà per i primi un giudizio, perché accolsero ostilmente dei forestieri;
[16] ma quelli, dopo averli festosamente accolti, poi, quando già partecipavano ai loro diritti li oppressero con lavori durissimi.
[17] Furono perciò colpiti da cecità, come lo furono i primi alla porta del giusto, quando avvolti fra tenebre fitte ognuno cercava l’ingresso della propria porta.
[18] Difatti gli elementi scambiavano ordine fra loro, come le note di un’arpa variano la specie del ritmo, pur conservando sempre lo stesso tono. E proprio questo si può dedurre dalla attenta considerazione degli avvenimenti:
[19] animali terrestri divennero acquatici, quelli che nuotavano passarono sulla terra.
[20] Il fuoco rafforzò nell’acqua la sua potenza e l’acqua dimenticò la sua proprietà naturale di spegnere.
[21] Le fiamme non consumavano le carni di animali gracili, che vi camminavano dentro, né scioglievano quella specie di cibo celeste, simile alla brina e così facile a fondersi.
[22] In tutti i modi, o Signore, hai magnificato e reso glorioso il tuo popolo e non l’hai trascurato assistendolo in ogni tempo e in ogni luogo.

Genesi 15, 13 – 16[13] Allora il Signore disse ad Abram: “Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni.
[14] Ma la nazione che essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi usciranno con grandi ricchezze.
[15] Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice.
[16] Alla quarta generazione torneranno qui, perché l’iniquità degli Amorrèi non ha ancora raggiunto il colmo”.

Genesi 3, 7 – 10[7] Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
[8] Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.
[9] Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei?”.
[10] Rispose: “Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto”.

Giosuè 1, 1 – 5[1] Dopo la morte di Mosè, servo del Signore, il Signore disse a Giosuè, figlio di Nun, servo di Mosè:
[2] “Mosè mio servo è morto; orsù, attraversa questo Giordano tu e tutto questo popolo, verso il paese che io dò loro, agli Israeliti.
[3] Ogni luogo che calcherà la pianta dei vostri piedi, ve l’ho assegnato, come ho promesso a Mosè.
[4] Dal deserto e dal Libano fino al fiume grande, il fiume Eufràte, tutto il paese degli Hittiti, fino al Mar Mediterraneo, dove tramonta il sole: tali saranno i vostri confini.
[5] Nessuno potrà resistere a te per tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; non ti lascerò né ti abbandonerò.

Giosuè 21, 45[45] Di tutte le belle promesse che il Signore aveva fatte alla casa d’Israele, non una andò a vuoto: tutto giunse a compimento.

Giosuè 23, 14[14] Ecco io oggi me ne vado per la via di ogni abitante della terra; riconoscete con tutto il cuore e con tutta l’anima che neppur una di tutte le buone promesse, che il Signore vostro Dio aveva fatto per voi, è caduta a vuoto; tutte sono giunte a compimento per voi: neppure una è andata a vuoto.

1 Re 8, 56[56] “Benedetto il Signore, che ha concesso tranquillità a Israele suo popolo, secondo la sua parola. Non è venuta meno neppure una delle parole buone che aveva pronunziate per mezzo di Mosè suo servo.

Isaia 9, 7[7] Una parola mandò il Signore contro Giacobbe, essa cadde su Israele.

Salmi 107, 20[20] Mandò la sua parola e li fece guarire, li salvò dalla distruzione.

Salmi 147, 15[15] Manda sulla terra la sua parola, il suo messaggio corre veloce.

Zaccaria 1, 6[6] Le parole e i decreti che io avevo comunicato ai miei servi, i profeti, non si sono forse adempiuti sui padri vostri? Essi si sono convertiti e hanno detto: Quanto il Signore degli eserciti ci aveva minacciato a causa dei nostri traviamenti e delle nostre colpe, l’ha eseguito sopra di noi”.

Geremia 1, 12[12] Il Signore soggiunse: “Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla”.

Numeri 23, 19[19] Dio non è un uomo da potersi smentire, non è un figlio dell’uomo da potersi pentire. Forse Egli dice e poi non fa? Promette una cosa che poi non adempie?

Isaia 55, 10 – 11[10] Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare,
[11] così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata.

Deuteronomio 9, 5[5] No, tu non entri in possesso del loro paese a causa della tua giustizia, né a causa della rettitudine del tuo cuore; ma il Signore tuo Dio scaccia quelle nazioni dinanzi a te per la loro malvagità e per mantenere la parola che il Signore ha giurato ai tuoi padri, ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe.

1 Re 2, 4[4] perché il Signore attui la promessa che mi ha fatto quando ha detto: Se i tuoi figli nella loro condotta si cureranno di camminare davanti a me con lealtà, con tutto il cuore e con tutta l’anima, sul trono d’Israele siederà sempre uno dei tuoi discendenti.

Geremia 11, 5[5] così che io possa mantenere il giuramento fatto ai vostri padri di dare loro una terra dove scorrono latte e miele, come oggi possedete”. Io risposi: “Così sia, Signore!”.

Isaia 44, 7 – 8[7] Chi è come me? Si faccia avanti e lo proclami, lo riveli di presenza e me lo esponga. Chi ha reso noto il futuro dal tempo antico? Ci annunzi ciò che succederà.
[8] Non siate ansiosi e non temete: non forse già da molto tempo te l’ho fatto intendere e rivelato? Voi siete miei testimoni: C’è forse un dio fuori di me o una roccia che io non conosca?”.

Salmi 105, 31.34[31] Diede un ordine e le mosche vennero a sciami e le zanzare in tutto il loro paese. [34] Diede un ordine e vennero le locuste e bruchi senza numero;

Isaia 44, 26.28[26] confermo la parola dei suoi servi, compio i disegni dei suoi messaggeri. Io dico a Gerusalemme: Sarai abitata, e alle città di Giuda: Sarete riedificate e ne restaurerò le rovine. [28] Io dico a Ciro: Mio pastore; ed egli soddisferà tutti i miei desideri, dicendo a Gerusalemme: Sarai riedificata; e al tempio: Sarai riedificato dalle fondamenta”.

Salmi 33, 6 – 9[6] Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
[7] Come in un otre raccoglie le acque del mare, chiude in riserve gli abissi.
[8] Tema il Signore tutta la terra, tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,
[9] perché egli parla e tutto è fatto, comanda e tutto esiste.

Genesi 1[1] In principio Dio creò il cielo e la terra.
[2] Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
[3] Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu.
[4] Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre
[5] e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
[6] Dio disse: “Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque”.
[7] Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.
[8] Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
[9] Dio disse: “Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto”. E così avvenne.
[10] Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona.
[11] E Dio disse: “La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie”. E così avvenne:
[12] la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.
[13] E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
[14] Dio disse: “Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni
[15] e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra”. E così avvenne:
[16] Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.
[17] Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra
[18] e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.
[19] E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
[20] Dio disse: “Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo”.
[21] Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.
[22] Dio li benedisse: “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra”.
[23] E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
[24] Dio disse: “La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie”. E così avvenne:
[25] Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.
[26] E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.
[27] Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
[28] Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra”.
[29] Poi Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.
[30] A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. E così avvenne.
[31] Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Lamentazioni 3, 37[37] Chi mai ha parlato e la sua parola si è avverata, senza che il Signore lo avesse comandato?

Giuditta 16, 14[14] Ti sia sottomessa ogni tua creatura: perché tu dicesti e tutte le cose furon fatte; mandasti il tuo spirito e furono costruite e nessuno può resistere alla tua voce.

Sapienza 9, 1[1] “Dio dei padri e Signore di misericordia, che tutto hai creato con la tua parola,

Siracide 42, 15[15] Ricorderò ora le opere del Signore e descriverò quanto ho visto. Con le parole del Signore sono state create le sue opere.

Isaia 40, 26[26] Levate in alto i vostri occhi e guardate: chi ha creato quegli astri? Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito e li chiama tutti per nome; per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza non ne manca alcuno.

Isaia 27[1] In quel giorno il Signore punirà con la spada dura, grande e forte, il Leviatàn serpente guizzante, il Leviatàn serpente tortuoso e ucciderà il drago che sta nel mare.
[2] In quel giorno si dirà: “La vigna deliziosa: cantate di lei!”.
[3] Io, il Signore, ne sono il guardiano, a ogni istante la irrigo; per timore che venga danneggiata, io ne ho cura notte e giorno.
[4] Io non sono in collera. Vi fossero rovi e pruni, io muoverei loro guerra, li brucerei tutti insieme.
[5] O, meglio, si stringa alla mia protezione, faccia la pace con me, con me faccia la pace!
[6] Nei giorni futuri Giacobbe metterà radici, Israele fiorirà e germoglierà, riempirà il mondo di frutti.
[7] Il Signore lo ha forse percosso come i suoi percussori? O lo ha ucciso come uccise i suoi uccisori?
[8] Lo ha punito cacciandolo via, respingendolo, lo ha rimosso con soffio impetuoso come quando tira il vento d’oriente!
[9] Proprio così sarà espiata l’iniquità di Giacobbe e questo sarà tutto il frutto per la rimozione del suo peccato: mentre egli ridurrà tutte le pietre dell’altare come si fa delle pietre che si polverizzano per la calce, non erigeranno più pali sacri né altari per l’incenso.
[10] La fortezza è divenuta desolata, un luogo spopolato e abbandonato come un deserto; vi pascola il vitello, vi si sdraia e ne bruca gli arbusti.
[11] I suoi rami seccandosi si spezzeranno; le donne verranno ad accendervi il fuoco. Certo, si tratta di un popolo privo di intelligenza; per questo non ne avrà pietà chi lo ha creato, né chi lo ha fatto ne avrà compassione. Ritorno degli Israeliti
[12] In quel giorno, dal corso dell’Eufràte al torrente d’Egitto, il Signore batterà le spighe e voi sarete raccolti uno a uno, Israeliti.
[13] In quel giorno suonerà la grande tromba, verranno gli sperduti nel paese di Assiria e i dispersi nel paese di Egitto. Essi si prostreranno al Signore sul monte santo, in Gerusalemme.

Salmi 107, 25[25] Egli parlò e fece levare un vento burrascoso che sollevò i suoi flutti.

Salmi 147, 15 – 18[15] Manda sulla terra la sua parola, il suo messaggio corre veloce.
[16] Fa scendere la neve come lana, come polvere sparge la brina.
[17] Getta come briciole la grandine, di fronte al suo gelo chi resiste?
[18] Manda una sua parola ed ecco si scioglie, fa soffiare il vento e scorrono le acque.

Giobbe 37, 5 – 13[5] mirabilmente tuona Dio con la sua voce opera meraviglie che non comprendiamo!
[6] Egli infatti dice alla neve: “Cadi sulla terra” e alle piogge dirotte: “Siate violente”.
[7] Rinchiude ogni uomo in casa sotto sigillo, perché tutti riconoscano la sua opera.
[8] Le fiere si ritirano nei loro ripari e nelle loro tane si accovacciano.
[9] Dal mezzogiorno avanza l’uragano e il freddo dal settentrione.
[10] Al soffio di Dio si forma il ghiaccio e la distesa dell’acqua si congela.
[11] Carica di umidità le nuvole e le nubi ne diffondono le folgori.
[12] Egli le fa vagare dappertutto secondo i suoi ordini, perché eseguiscano quanto comanda loro sul mondo intero.
[13] Le manda o per castigo della terra o in segno di bontà.

Siracide 39, 17.31[17] Alla sua parola l’acqua si ferma come un cumulo, a un suo detto si aprono i serbatoi delle acque. [31] Esulteranno al comando divino; sono pronte sulla terra per tutti i bisogni. A tempo opportuno non trasgrediranno la parola.

Deuteronomio 8, 3[3] Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.

Isaia 40, 8[8] Secca l’erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura sempre. Veramente il popolo è come l’erba.

Daniele 9[1] Nell’anno primo di Dario figlio di Serse, della progenie dei Medi, il quale era stato costituito re sopra il regno dei Caldei,
[2] nel primo anno del suo regno, io Daniele tentavo di comprendere nei libri il numero degli anni di cui il Signore aveva parlato al profeta Geremia e nei quali si dovevano compiere le desolazioni di Gerusalemme, cioè settant’anni.
[3] Mi rivolsi al Signore Dio per pregarlo e supplicarlo con il digiuno, veste di sacco e cenere
[4] e feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio: “Signore Dio, grande e tremendo, che osservi l’alleanza e la benevolenza verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti,
[5] abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!
[6] Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali hanno in tuo nome parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.
[7] A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene ancor oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i misfatti che hanno commesso contro di te.
[8] Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te;
[9] al Signore Dio nostro la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui,
[10] non abbiamo ascoltato la voce del Signore Dio nostro, né seguito quelle leggi che egli ci aveva date per mezzo dei suoi servi, i profeti.
[11] Tutto Israele ha trasgredito la tua legge, s’è allontanato per non ascoltare la tua voce; così si è riversata su di noi l’esecrazione scritta nella legge di Mosè, servo di Dio, perché abbiamo peccato contro di lui.
[12] Egli ha messo in atto quelle parole che aveva pronunziate contro di noi e i nostri governanti, mandando su di noi un male così grande quale mai, sotto il cielo, era venuto a Gerusalemme.
[13] Tutto questo male è venuto su di noi, proprio come sta scritto nella legge di Mosè. Tuttavia noi non abbiamo supplicato il Signore Dio nostro, convertendoci dalle nostre iniquità e seguendo la tua verità.
[14] Il Signore ha vegliato sopra questo male, l’ha mandato su di noi, poiché il Signore Dio nostro è giusto in tutte le cose che fa, mentre noi non abbiamo ascoltato la sua voce.
[15] Signore Dio nostro, che hai fatto uscire il tuo popolo dall’Egitto con mano forte e ti sei fatto un nome, come è oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo agito da empi.
[16] Signore, secondo la tua misericordia, si plachi la tua ira e il tuo sdegno verso Gerusalemme, tua città, verso il tuo monte santo, poiché per i nostri peccati e per l’iniquità dei nostri padri Gerusalemme e il tuo popolo sono oggetto di vituperio presso quanti ci stanno intorno.
[17] Ora ascolta, Dio nostro, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per amor tuo, o Signore, fà risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario, che è desolato.
[18] Porgi l’orecchio, mio Dio, e ascolta: apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni e la città sulla quale è stato invocato il tuo nome! Non presentiamo le nostre suppliche davanti a te, basate sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia.
[19] Signore, ascolta; Signore, perdona; Signore, guarda e agisci senza indugio, per amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo nome è stato invocato sulla tua città e sul tuo popolo”. [20] Mentre io stavo ancora parlando e pregavo e confessavo il mio peccato e quello del mio popolo Israele e presentavo la supplica al Signore Dio mio per il monte santo del mio Dio,
[21] mentre dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era l’ora dell’offerta della sera.
[22] Egli mi rivolse questo discorso: “Daniele, sono venuto per istruirti e farti comprendere.
[23] Fin dall’inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io sono venuto per annunziartela, poiché tu sei un uomo prediletto. Ora stà attento alla parola e comprendi la visione:
[24] Settanta settimane sono fissate per il tuo popolo e per la tua santa città per mettere fine all’empietà, mettere i sigilli ai peccati, espiare l’iniquità, portare una giustizia eterna, suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei santi.
[25] Sappi e intendi bene, da quando uscì la parola sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme fino a un principe consacrato, vi saranno sette settimane. Durante sessantadue settimane saranno restaurati, riedificati piazze e fossati, e ciò in tempi angosciosi.
[26] Dopo sessantadue settimane, un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui; il popolo di un principe che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine sarà un’inondazione e, fino alla fine, guerra e desolazioni decretate.
[27] Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e, nello spazio di metà settimana, farà cessare il sacrificio e l’offerta; sull’ala del tempio porrà l’abominio della desolazione e ciò sarà sino alla fine, fino al termine segnato sul devastatore”.

==========================================================

Lednica 2010 "Ascolta Israele"
http://www.youtube.com/watch?v=GB-n9Hk0apQ

———
Uso di:
– La Bibbia.
– Dizionario di Teologia Biblica.
– Internet.  http://it.wikipedia.org/wiki/File:Divina_Misericordia_(Eugeniusz_Kazimirowski,_1934).jpg

 
Leave a comment

Posted by on June 9, 2012 in Uncategorized

 

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

 
%d bloggers like this: